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Phalesia, nuova asta per l’immobile Dal crac del 2001 alle nuove difficoltà

Manolo Morandini
Phalesia, nuova asta per l’immobile Dal crac del 2001 alle nuove difficoltà

La procedura chiesta da due istituti di credito e da Equitalia La proprietà punta ad annullare la vendita con un accordo

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Più di 2,4 milioni di euro. A tanto ammonta l’indebitamento, stando alle carte del tribunale di Livorno, della società a cui fa capo la proprietà immobiliare del Phalesia, albergo e residenza sanitaria assistita (Rsa) con affaccio sul porto di Piombino. La cifra è alla base delle richiesta di procedura esecutiva promossa da una società collegata a Monte dei Paschi di Siena, Banca di credito cooperativo dell’Elba ed Equitalia Centro Spa.

L’immobile, salvo novità dell’ultima ora, è destinato alla vendita all’asta. C’è già la data: si potranno formulare offerte dal 21 al 29 maggio. Due i lotti: l’albergo su quattro livelli ha un prezzo base di 4.320.000 euro, i volumi destinati a residenza sanitaria assistita 1.840.000 euro.

Nella storia travagliata dell’immobile e delle gestioni che lo hanno caratterizzato si apre un nuovo capitolo, con i contratti di affitto di ramo di azienda che sono destinati a proseguire fino a scadenza. Da una parte l’albergo, che dà lavoro a una quindicina di addetti e che dopo alti e bassi sembra aver trovato il giusto passo, e all’ultimo piano la Rsa in cui operano una quarantina di addetti.

La procedura si è chiusa con l’ordinanza del 13 dicembre 2018 ed è relativa a un procedimento del 2013. A firmarla il giudice Fabrizio Nicoletti che ha dato l’incarico per la vendita al commercialista piombinese Enrico Pecchia. La perizia del valore degli immobili risale al 2014. Esclusi dalla vendita altri 12 lotti, tutti terreni, per un valore di 3.220.550 euro.

La proprietà fa capo alla Residenza sanitaria assistita Phalesia Srl a socio unico, sede a Latina e l’amministratore unico l’elbano Antonio Barsalini. Impossibile risalire alla proprietà dell’immobile dalle carte. L’intero capitale di 25.000 euro fa capo alla Sfir Srl, società fiduciaria di Livorno che amministra per conto terzi patrimoni. Anche se il nome di Barsalini è legato alla storia dell’immobile fin dagli anni dell’inaugurazione. «Stiamo lavorando per non arrivare alla vendita all’asta e ci sono tutti i presupposti», assicura Barsalini. Che aggiunge: «Abbiamo in corso trattative con i due istituti di credito e per l’esposizione con Equitalia faremo la rottamazione delle cartelle così come prevede la legge in materia». Trovata l’intesa con i creditori le carte saranno portate in tribunale per fermare la vendita all’asta. —

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