Il Tirreno

campiglia 

Addio all’ex dirigente Vincenti per anni all’Urbanistica locale

Annalisa Mastellone
Addio all’ex dirigente Vincenti per anni all’Urbanistica locale

La sindaca: «Serio e competente. Aveva un grande rispetto per le istituzioni» Anselmi: «Al suo contributo tecnico si deve molto dello sviluppo urbanistico»

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campiglia. La camera ardente, per chi volesse salutarlo, sarà allestita fino a stasera alle 19 nella sala consiliare in Municipio. Giampiero Vincenti se n’è andato nella notte tra venerdì e sabato, intorno alle 1. È stato dipendente del Comune, dirigente del settore Assetto del territorio, ed esponente storico del Pd di Campiglia.

Originario di Livorno, 81 anni, si era trasferito a Campiglia per lavoro, in Comune, dove è rimasto fino alla pensione ai primi anni del 2000. Negli ultimi anni nonostante i problemi di salute la sua proverbiale forza di volontà non è mai venuta meno. Lascia l’attuale moglie Giuliana Bertozzi e il figlio Alessandro Vincenti, architetto, avuto da un precedente matrimonio. La notizia della sua morte ha scosso tutto il paese, e sono in tanti a essere legati a lui da affetto e ricordi. «Il dolore e la sensazione di vuoto sono profondi. Arrivederci insostituibile Giampiero», lo saluta la segreteria del Pd di Campiglia. Parole di cordoglio e stima sono arrivate da chi ha condiviso con lui la vita amministrativa, lavorando fianco a fianco. «Un bravo dirigente, ma soprattutto un uomo con un grande attaccamento al suo Comune, una guida per i suoi colleghi più giovani – dice la sindaca Rossana Soffritti –. Serio e competente e allo stesso tempo ironico e affettuoso. Aveva un grande rispetto per le istituzioni. Da giovane assessora ricordo di aver ricevuto da lui la più alta considerazione e la consapevolezza di avere al fianco un dirigente che sentiva veramente come propri gli obiettivi dell’amministrazione. Il suo raro senso di appartenenza non è mai venuto meno. Mancherà sicuramente alla sua famiglia, alla comunità campigliese, alla politica. A me mancherà anche il suo affetto su cui sapevo di poter contare sempre».

«Una grande persona, un grande compagno, un uomo delle istituzioni – dice Silvia Velo –. Senza il suo lavoro il Comune di Campiglia non sarebbe cresciuto così tanto dagli sessanta fino a inizio anni 2000. Senza di lui i sindaci che si sono succeduti non avrebbero fatto quello che hanno affatto. Almeno io no di sicuro». Nella scia dei ricordi affettuosi anche quello del consigliere regionale Gianni Anselmi: «Fu il mio primo dirigente di riferimento quando ho cominciato come assessore all’Urbanistica e attività produttive del Comune di Campiglia, su delega dell’allora sindaco Silvia Velo. Da lui imparai moltissimo, fra sonore discussioni e abbracci che non ci facevamo mancare; perché era solido come una roccia e generoso di argomenti. Un uomo capace e competente, di scorza in apparenza dura ma di grande umanità. Al suo contributo tecnico si deve gran parte dello sviluppo urbanistico e le opere pubbliche di Campiglia, Venturina e Cafaggio nella seconda metà del novecento, così come forte fu il suo concorso alla costruzione di una visione sovracomunale delle politiche territoriali». —

Annalisa Mastellone

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