Gioco
Marconi tira le somme: «Sefi, si può fare meglio con molta meno spesa»
venturina. Mette in fila i numeri il candidato a sindaco di Campiglia Marittima Giovanni Marconi dei compensi e i risultati della gestione di Sefi Srl, la società in house del Comune di Campiglia. «Come risulta dalla delibera della giunta numero 31 del 17 aprile 2013 i compensi annui del consiglio di amministrazione ammontano a 14.000 euro per il presidente Leonardo Carolini, 13.200 per la consigliera Laura Baroni e 7.000 per il consigliere Matteo Brogioni – dice –. Al sindaco revisore Luca Mannari 2.000 euro per la carica e 1.500 per i compiti di revisore contabile. Il tutto quindi per un totale di 37.700 euro».
Prosegue nel dare le cifre Marconi. «Nello stesso periodo, fino al 20 giugno 2013, Carolini risultava far parte del collegio sindacale di Casalp con compenso annuo di 11.700 euro, mentre dal 20 giugno 2013 e quindi almeno fino al 2017 risultava presidente del collegio sindacale con un compenso annuo di 17.100 euro, come risulta dal sito del Comune di Campiglia Marittima». L’avvocato Marconi sottolinea che «se oggi Carolini non fa più parte della partecipata Casalp, è comunque presidente della Sefi Srl, per la gestione dell’impianto fieristico, del Palazzo Pretorio e della farmacia comunale di Venturina Terme. Ebbene come risulta dal bilancio Sefi nel 2016 è stato conseguito un utile per tutte le gestioni anzidette di 1.656 euro e nel 2017 di 1.507 euro». Tira le somme il candidato a sindaco. «Davvero uno sforzo titanico quello della Sefi Srl per conseguire un utile di poco più di mille euro ogni anno, mentre il proprio consiglio di amministrazione formato da tre soggetti percepisce un compenso di 37.700 euro». E conclude: «Francamente si potrebbe fare meglio con molta meno spesa. In ogni caso è facile verificare che in ogni società partecipata dai Comuni della Val di Cornia ci sono sempre posti a disposizione per coloro che, subito dopo la fine della loro carriera politica locale, vengono beneficiati con una carica da dirigente. E l’uomo vive. Contrariamente a Cincinnato che quando smetteva di fare il generale ritornava a essere contadino». —
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