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Albergatori contestano i dati delle presenze turistiche

Antonella Danesi
Albergatori contestano i dati delle presenze turistiche

Secondo il presidente De Ferrari l’indice negativo dell’Elba non è veritiero soprattutto se confrontato con i picchi straordinari di alcune città d’arte

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Portoferraio. «I dati sulle presenze turistiche da una parte mi danno conferma ma dall’altra mi lasciano stupito». A Massimo De Ferrari, presidente degli Albergatori elbani e membro del consiglio nazionale di Federalberghi non tornano le cifre presentate dall’assessore regionale Stefano Ciuoffo soprattutto per quanto riguarda alcune parti della Toscana continentale. Secondo il report fornito dalla regione infatti si registrano incrementi fino al 25% a Pisa e il 18% ad Arezzo e del 4,6% e Lucca del 4,7% . Mentre l’Elba registra per il 2018 un meno 1,3%. «Il dato dell’Elba dovrebbe essere corretto – è il commento di De Ferrari – perché penso derivi dalle informazioni che abbiamo fornito noi. Ma non mi risulta che i dati della Toscana siano questi». Secondo De Ferrari infatti nel 2017 il dato regionale registrava una leggera flessione come quello dell’Elba . «Che le città d’arte abbiamo avuto un incremento si sa – specifica – ma per il resto mi risulta che il 2018 sia più o meno sulle stesse percentuali del 2017». Quindi l’impennata nei dati sembrerebbe dovuta «ad una rilevazione errata delle presenze», visto che la rilevazione dei dati è stata implementata solo recentemente. «Qualche struttura turistica - continua – nel 2017 non ha mandato le presenze, perciò i dati della Regione relativi allo scorso anno non sono corretti». Lo stesso assessore Ciuoffo nel comunicato aveva fatto presente che «alcuni picchi sopra il 20% in alcune zone sono il segno di sacche di una precedente inadempienza diffusa nel comunicare le presenze». In alcune zone (con l’estensione dell’obbligo di comunicazione ai b&b e la lotta al sommerso) quindi i nuovi dati hanno portato ad un balzo in avanti per il 2018. «Però non sono dati veritieri se paragonati a quelli del 2017 in cui le comunicazioni non sono state complete - ribadisce De Ferrari – per cui su questi è inutile fare analisi o commenti. I dati veri sono quelli che riguardano l’isola d’Elba». E la ripartenza per la nuova stagione è proprio da questa flessione registrata nel 2018 che fa preoccupare anche per quest’anno visto che si riaprono al mercato nuove destinazioni, nostre competitor soprattutto sui costi. «Molte fasce di turisti stranieri quest’anno si spostano dall’Italia verso la Turchia e l’Egitto, libere dal pericolo del terrorismo – informa il presidente degli albergatori – sono gli stessi tour operator che procedono con queste operazioni». Ma la scommessa è che questo potrebbe rivelarsi anche un vantaggio per l’isola che da quest’anno potrà brillare di luce propria e far valere tutte le sue potenzialità. Le previsioni per il mese di aprile sono buone visto che la Pasqua a differenza dello scorso anno è alta. Saranno aperte il 60% delle strutture recettive con circa 7mila posti letto . Il mese quindi si presenta con un numero maggiore di presenze rispetto al 2018, con la previsione di un calo fisiologico a maggio e una ripresa a giugno «con la pentecoste e l’arrivo dei tedeschi – ricorda De Ferrari – e la chiusura delle scuole».

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