Il Tirreno

Anna Tempestini pronta allo sprint «Responsabilità che mi carica»

Anna Tempestini pronta allo sprint «Responsabilità che mi carica»

Ieri sera la direzione del Pd per incoronarla ufficialmente candidata a sindaco contro uno schieramento agguerrito

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piombino. «Prima della direzione non rilascio dichiarazioni. Parlerò quando l’indicazione sarà accolta. Non fatemi dire niente. L’unica cosa che posso affermare è che si tratta di una decisione importante che mi carica di tanta responsabilità in un momento così delicato per la vita della città. Ci metterò il massimo dell’impegno come ho sempre fatto con tutti gli incarichi che mi sono stati affidati».Sono le prime parole di Anna Tempestini da candidata sindaco, anche se la direzione del Partito democratico si è protratta fino a tardissima sera e non se ne conosce l’esito, che comunque almeno fino a ieri appariva scontato. La presidente della Pubblica assistenza, già un’esperienza di assessore con sindaco Gianni Anselmi in due legislature, sceglie la prudenza, dopo aver “orecchiato” anch’ella, nell’ambiente del partito, di qualche mal di pancia inerente la sua candidatura. Fuori gioco il sindaco attuale Massimo Giuliani, e l’altra papabile, l’assessore Anna Maestrini, il nome della Tempestini è uscito fuori soltanto l’altro ieri dopo un vasto giro di consultazioni e perlustrazione da parte dei vertici del Pd, che però avevano dovuto incassare diversi «no» alla proposta di candidarsi per la poltrona del Palazzo di Città.

Tempestini non sembra aver avuto dubbi quando è arrivata la “chiamata”. Ex sindacalista, ora presidente della Pubblica assistenza, Tempestini non ha di certo avuto il potere magico di ricomporre la frattura nel Partito democratico, ma di sicuro è un personaggio che - almeno fino a ieri sera - ha avuto il merito di far trovare alcuni punti fondamentali di coesione tra le due anime del partito piombinese.

Prima della direzione c’è stata una pre-riunione, con il consigliere regionale Gianni Anselmi e gli altri dirigenti del partito, per cercare di smussare gli ultimi angoli. Certo è che la scelta non è e non sarà indolore. Giuliani è stato scaricato in extremis, e di certo non l’ha presa bene. Al sindaco pare che siano state imputate - da una parte del partito - colpe che però derivano anche dalle gestioni passate. Lui, da parte sua, e questo lo si sa da tempo ma negli ultimi tempi è sembrato ancora più esplicito, è stato lasciato solo a combattere contro gli avversari che si sono coalizzati da destra a sinistra per cercare di disarcionarlo. «Il partito da un certo punto in poi non mi ha più sostenuto» avrebbe detto Giuliani a più riprese tra le pareti del suo ufficio nel Palazzo. Soprattutto nella partita dei rifiuti, con un Comitato salute pubblica che - come era prevedibile - si è saldato con le opposizioni, e che ha cercato in tutti i modi di indicarlo come responsabile di una situazione che in verità ha una storia più antica. Lo stesso Giuliani che alcuni anni fa stoppò l’idea di una centrale a carbone nel nostro comune, e che è riuscito ad aprire la città al turismo dando profondità con un nuovo regolamento edilizio che spalanca le porte a nuovi insediamenti turistici non impattanti sulla Costa Est come nel centro storico. Un sindaco che comunque non ha mancato - secondo fonti attendibili - di sottolineare le qualità di Anna Tempestini. Ora occorrerà vedere cosa farà Giuliani, ma soprattutto cosa gli riserverà il partito. Perché potrebbe esserci anche un clamoroso divorzio. E il regolamento urbanistico ci porta a Anna Maestrini, che quel regolamento lo ha “fatto”, e che sembrava a un certo punto essere in pole position. Ma quando l’assessora ha messo a fuoco le divisioni che esistevano anche sul suo nome si è ritirata dalle nomination. Ad Anna Tempestini adesso il compito di incrociare la spada con Ferrari e i tanti avversari. Sarà battaglia vera. La candidata del Pd ha esperienza, una parte del mondo del volontariato alle spalle, e le sue precedenti esperienze amministrative sono giudicate positivamente. Un nome che permette al Pd di uscire dalla palude in cui si era cacciato alle porte delle elezioni, e nell’appuntamento forse più difficile della sua storia, proprio per le difficoltà interne nel Pd piombinese, e anche per la forza degli avversari, che mai come in questo 2019 sono apparsi spavaldi e sicuri di conquistare per la prima volta la roccaforte rossa del promontorio. Di certo Tempestini si muoverà rapidamente per recuperare il tempo perduto, perché mentre il Pd si accartocciava su se stesso, gli altri erano già da tempo nelle piazze a fare propaganda. Le servirà uno sprint finale da cavallo di razza. —

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