La protesta
San Vincenzo, l’oasi dei poveri rischia di chiudere i battenti
La Fondazione Livorno nel 2019 ha sospeso il contributo di 25mila euro In un anno serviti 14.571 pasti e forniti aiuti a oltre 20mila persone
PIOMBINO. «Abbiamo sempre meno disponibilità economiche e, se lo stato di cose rimane quello di adesso, dovremo ridurre i servizi. Nel giro di poco, poi, rischiamo di chiudere».
A parlare è Enrico Eleuteri, presidente provinciale Livorno e Grosseto della San Vincenzo de Paoli, associazione che, tra le altre cose, si occupa di organizzare il servizio mensa per i bisognosi del territorio.
«Quest’anno non possiamo contare sui 25mila euro che normalmente ci arrivavano dalla Fondazione Livorno – racconta Eleuteri – perché le caratteristiche richieste dal bando finalizzato all’erogazione di contributi sono cambiate e la San Vincenzo de Paoli non rientra nell’orizzonte dei soggetti ammissibili a finanziamento. L’unica fonte di entrate che ha adesso l’associazione è costituita dalle donazioni dei privati. Attualmente viviamo grazie a un’eredità che ci hanno lasciato anni fa, ma presto queste risorse saranno finite. Potremmo quindi dover ridimensionare i servizi, ad esempio riducendo i giorni nei quali ritiriamo, con il furgone, gli alimenti donati dai negozi o diminuendo il numero dei pacchi alimentari che forniamo alle famiglie. Perché attualmente le numerose spese, tra le quali ci sono le bollette, il mantenimento dei mezzi e gli stipendi del personale, non sono compensate da sufficienti entrate».
La San Vincenzo de Paoli, tra le altre cose, fornisce i pasti ai bisognosi del territorio col servizio mensa (attivo dal lunedì al sabato) e attraverso la distribuzione dei pacchi alimentari. Nel 2018, nello specifico, nella mensa di via Landi sono stati erogati 14.571 pasti. Sono stati d’altra parte forniti 6.283 pacchi da asporto, dei quali hanno beneficiato 20.341 persone.
La San Vincenzo si occupa anche di recuperare il cibo donato dai negozi, muovendosi in Val di Cornia con furgoncini guidati da volontari. Organizza poi raccolte alimentari e di farmaci, mette a disposizione un servizio doccia e distribuisce quaderni e materiale scolastico.
L’associazione porta avanti il suo lavoro contando su 34 volontari, 22 soci, qualche dipendente e collaborando a stretto contatto con le parrocchie, con la Caritas diocesana e con l’associazione Guanella.
Data la situazione economica descritta da Enrico Eleuteri e per reperire risorse, così da portare avanti le proprie attività, la San Vincenzo de Paoli pensa a una raccolta fondi. Ma ha in mente anche altre iniziative. Ha infatti intenzione di organizzare un incontro pubblico con lo scopo di far conoscere il lavoro portato avanti sul territorio. «Alcuni candidati sindaco ci hanno contattato chiedendoci un incontro – racconta Eleuteri – Abbiamo dunque pensato di organizzare un’iniziativa aperta a tutti i cittadini durante la quale risponderemo anche alle eventuali domande dei politici. Ci fa piacere che esista un rinnovato interesse verso la nostra associazione. Sembra d’altra parte che in questo particolare periodo ce ne sia di più rispetto ad altri momenti». —
Claudia Guarino
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