Sicurezza
Rubava rame dentro la Magona arrestato di notte dai carabinieri
Incensurato, aveva lavorato nello stabilimento alle dipendenze di una ditta L’operaio quando è stato sorpreso aveva accantonato 50 chili di metallo
PIOMBINO. Sorpreso dalla vigilanza all’interno dello stabilimento Magona mentre rubava rame, è stato arrestato dai carabinieri.
Addosso aveva una cinquantina di chili di cavi che si era arrotolato sul corpo per poi saltare il muro e raggiungere il camper che aveva parcheggiato lì accanto. Il valore del rame recuperato dai cavi elettrici è intorno ai 200 euro.
Alecander Natalini, 49 anni, residente a Grosseto, incensurato, è stato arrestato con l’accusa di tentato furto aggravato. Il sostituto procuratore Sabrina Carmazzi ha successivamente disposto per lui gli arresti domiciliari.
È accaduto nella notte tra venerdì e sabato quando gli uomini della vigilanza Magona si sono accorti della presenza di qualcuno all’interno dello stabilimento, una figura illuminata da una luce fioca, subito sparita dalla vista.
Così è stato avvertito il 112 e sul posto sono rapidamente arrivate due pattuglie, una della stazione di Portovecchio e l’altra con gli uomini del radiomobile.
I carabinieri e gli uomini della vigilanza Magona hanno quindi iniziato a perlustrare con attenzione il perimetro della fabbrica.
E poco dopo è stata notata in lontananza la sagoma di una persona che con una piccola torcia si muoveva nel buio. Si trattava di Natalini, che quando si è accorto di essere stato individuato ha provato inutilmente a nascondersi dietro un armadietto elettrico. Così come inutilmente ha tentato in maniera fantasiosa di spiegare la sua presenza all’interno della fabbrica.
Dopo averlo identificato i militari hanno accertato che l’uomo fino a ottobre dell’anno scorso 2018 aveva lavorato in Magona come operaio, alle dipendenze di una ditta.
Per questo quindi aveva avuto modo di conoscere molto bene i vari ambienti dello stabilimento.
I carabinieri hanno trovato anche alcuni arnesi da scasso che l’operaio aveva utilizzato per strappare numerosi cavi elettrici contenenti rame che erano presenti in una delle tante cabine presenti nello stabilimento.
Successivamente gli uomini dell’Arma hanno appurato, sentiti i responsabili della fabbrica e gli addetti alla vigilanza, che ultimamente si erano registrati alcuni furti di rame e che per questo motivo l’azienda aveva stabilito di rafforzare il controllo. Su questo aspetto quindi proseguono le indagini.
Dopo l’arresto Natalini è stato condotto nei locali della stazione dei carabinieri di Piombino Portovecchio per cercare di ricostruire l’accaduto in modo completo.
È stato possibile quindi accertare che l’uomo, intorno alle 22 di venerdì, aveva scavalcato la recinzione all’altezza del Bar Elba entrando nello stabilimento e che, in virtù della sua perfetta conoscenza dei luoghi, si era diretto in un’area ben precisa per procedere al taglio di numerosi cavi elettrici per poi “sbucciarli” e asportarne il rame.
Erano già passate circa quattro ore, in cui era riuscito ad accantonare circa 50 chili di rame, prima di essere arrestato dai carabinieri.
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