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Treno rotaie Aferpi l’appello dei sindacati ad azienda e istituzioni
PIOMBINO. «Un investimento preannunciato, di cui non abbiamo mai perso occasione di richiedere l’anticipazione, così come stiamo tutt’ora facendo per quello dei forni elettrici, e già contenuto nel piano industriale allegato all’Accordo di programma firmato dalle istituzioni e dalla società Jsw il 24 luglio 2018». Così le segreterie provinciali Fim, Fiom e Uilm sull’impianto Aferpi del treno di laminazione.
«Un investimento vitale per rendere maggiormente competitivo il prodotto forse più qualificante dello stabilimento di Piombino su un mercato agguerrito, che consentirebbe di mantenere e ampliare la condizione di leader nella fornitura di rotaie di qualità nel mondo ferroviario in Italia e all’estero – proseguono i sindacati –. Nell’incontro l’amministrazione comunale ci riferisce che la domanda per la richiesta delle autorizzazioni è incompleta e che, dato l’approssimarsi delle consultazioni amministrative, i tempi potrebbero non consentire un’autorizzazione in tempi brevi». Un ritardo, a fronte dei tanti sforzi affinché lo stabilimento siderurgico possa tornare a nuova vita, viene giudicato «deplorevole e sconfortante».
Fim, Fiom e Uilm chiedono all’azienda di «recuperare i ritardi nella presentazione della documentazione autorizzativa necessaria e di farlo in tempi rapidissimi, in modo da utilizzare l’ultima data utile del consiglio comunale per avviare la procedura». All’amministrazione comunale chiedono «di dedicare in questo scorcio di mandato lo stesso impegno serio e responsabile di cui è stata capace, per avviare e consentire l’investimento per il treno rotaie senza ritardi». E proseguono: «Un impegno che questa amministrazione ha già ampiamente dimostrato nell’approvazione della variante urbanistica, tassello fondamentale, che ha posto l’algerino con le spalle al muro costringendolo a passare la mano». Alle opposizioni chiedono «di dare sostegno all’amministrazione perché si approvi questo ultimo è fondamentale atto amministrativo». E concludono: «Riteniamo che tutti debbano adoperarsi per spingere dalla parte giusta e fare in modo che il progetto Jindal si possa realizzare in toto, nel più breve tempo possibile, nell’interesse dell’economia di tutto il comprensorio». —
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