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Per l’investimento al treno rotaie serve una variante urbanistica

Per l’investimento al treno rotaie serve una variante urbanistica

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PIOMBINO. La questione dell’investimento da 30 milioni progettato da Aferpi al treno rotaie, che porterebbe con sé la necessità di una variante urbanistica, è stata al centro dell’incontro di ieri pomeriggio tra Fim, Fiom e Uilm, il sindaco Massimo Giuliani e l’assessore all’urbanistica Carla Maestrini.

Incontro interlocutorio, a due mesi dalle elezioni, concluso con una dichiarazione del sindaco Giuliani secondo cui «occorre verificare la coerenza del progetto proposto da Aferpi con quanto previsto e stabilito nell’Accordo di programma sottoscritto nel luglio 2018, aprendo quindi un confronto con il Mise, con il ministero dell’Ambiente e con la Regione, in quanto firmatari. La questione va dunque approfondita in ogni suo aspetto prima di poter avviare un nuovo procedimento in tal senso. Si tratta comunque di un investimento sicuramente importante che rafforzerebbe la capacità industriale della fabbrica sul territorio, senza provocare particolare impatto ambientale. In questa fase, d’accordo con i sindacati, abbiamo quindi stabilito di procedere coinvolgendo tutti i soggetti istituzionali interessati».

Ma qual è l’elemento che rende indispensabile la variante? La volontà dell’azienda è quella di investire circa 30 milioni per un impianto di supporto al treno rotaie, che consentirebbe una qualità più alta del prodotto, in particolare come quella richiesta dall’alta velocità, ampliando di fatto le potenzialità del mercato per lo stabilimento piombinese. L’impianto dovrebbe essere realizzato in un’area adiacente al capannone che accoglie il treno rotaie, «e questo rappresenterebbe un elemento di conflittualità – dice una nota del Comune – rispetto a quanto previsto dalla pianificazione urbanistica vigente che ridefinisce il complessivo riassetto delle aree liberate dalle lavorazioni siderurgiche. Per la realizzazione del nuovo impianto è pertanto necessaria una nuova variante urbanistica che, in ogni caso, necessita di tempi ben definiti e non di breve termine».

Oltre a questo secondo il Comune è da verificare la rispondenza del progetto – perché di fatto il treno rotaie rimarrebbe lì dov’è – con le previsioni dell’Accordo di programma 2018. Da qui la decisione di riaprire un confronto con Mise, ministero dell’Ambiente e Regione. —



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