Il Tirreno

acqua: progetto life rewat 

Equilibrio tra fiume e falda il punto sugli interventi

Claudia Guarino
Equilibrio tra fiume e falda il punto sugli interventi

Fiume Cornia, cinque azioni per la gestione sostenibile delle risorse idriche Il piano è finanziato con 1,3 milioni di euro dalla Commissione europea 

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CAMPIGLIa. Ricarica della falda, riqualificazione fluviale, irrigazione di precisione e riutilizzo delle acque reflue. Gli interventi inseriti nel progetto Life Rewat sono in tutto cinque e mirano a promuovere la gestione sostenibile delle risorse idriche nell’orizzonte della stipula del contratto di fiume. Un atto, questo, pensato per favorire la valorizzazione del Cornia, che, nelle intenzioni, sarà sottoscritto entro giugno 2020.

Il Contratto di fiume è un atto di impegno firmato da vari soggetti, i quali possono, in questo modo, condividere piani, orizzonti e modalità d’azione per valorizzare, nel caso specifico, il Cornia. Ecco che la Regione, il Consorzio di bonifica, la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, Asa e una decina di Comuni (tra cui Campiglia Marittima, Suvereto, Piombino, Monteverdi e Sassetta) si sono uniti firmando a maggio il documento di intenti per la valorizzazione delle risorse idriche del fiume.

Intanto in Val di Cornia è arrivata la Commissione europea, cofinanziatrice del progetto Rewat insieme ai Comuni di Campiglia Marittima, Suvereto e Piombino, con Malgorzata Piecha, project advisor del progetto, e Roberto Ghezzi, monitor, rappresentanti incaricati di osservare lo stato di attuazione del programma.

Lo scorso mercoledì 13 marzo è stato organizzato un tour sui luoghi interessati dagli interventi al quale ha partecipato anche il Tirreno. La prima tappa è stata Suvereto dove, ai Forni, è stato realizzato un impianto di ricarica della falda pensato per aumentare la disponibilità di risorse idriche. Un intervento, questo, che permette di raccogliere all’interno di un bacino l’acqua proveniente dal fiume Cornia nel momento in cui il suo livello è reso più significativo dalle piogge.

«Il sistema funziona da ottobre a maggio e il guadagno d’acqua si attesta tra i 300.000 e 1.300.000 metri cubi, a seconda della quantità delle precipitazioni», ha detto Rudy Rossetto, ricercatore della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Poco distante dall’impianto ai Forni, sempre nel territorio comunale di Suvereto, sono stati poi portati a termine tre interventi volti all’ampliamento e alla riqualificazione del letto fluviale attraverso l’ingrandimento dell’alveo e la sistemazione di nuova vegetazione, meno invasiva di quella esistente.

Lasciato alle spalle Suvereto il tour per il progetto Rewat è continuato nel territorio di Campiglia Marittima, dove, al campo sportivo comunale, è stato realizzato un sistema in grado di utilizzare le acque reflue, previo trattamento, per irrigare il terreno dell’impianto sportivo. Un metodo, questo, attuato soprattutto per risparmiare l’acqua di falda.

Alle Caldanelle, invece, all’interno di una coltura di carciofi è stato installato un sistema di irrigazione sotterraneo «che permette un risparmio annuo di acqua del 70%. Ci sono dei sensori che controllano l’umidità del suolo e attivano il sistema di irrigazione solo quando si manifestano certi parametri», ha affermato Rossetto.

Oltre a questi interventi è stato anche creato un sistema di misurazioni in grado di ridurre del 3% le perdite riconducibili all’acquedotto di Piombino. Ricordiamo che per il progetto Life Rewat, avviato nel 2015, la commissione europea ha messo a disposizione 1.300.000 euro. Il Consorzio di bonifica 5 Toscana Costa è l’ente capofila e agisce in collaborazione con Sant’Anna, Regione Toscana e Asa. –

Claudia Guarino

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