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verso le elezioni 

«Tutti uniti contro il Pd», così Ferrari prova a vincere

«Tutti uniti contro il Pd», così Ferrari prova a vincere

L’alleanza col sindaco di Suvereto, Parodi, alla prova delle perplessità di destra e sinistra Ma fare blocco al di là delle ideologie è la scelta strategica per tentare un’impresa storica  

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PIOMBINO. Mancano due mesi alle elezioni, e ancora si attende la formalizzazione della scelta per il candidato sindaco da parte dei 5 Stelle (ma pare scontato che sarà ancora Daniele Pasquinelli) e del Pd.

Se è vero che la campagna elettorale vera e propria inizierà quando arriveranno le decisioni delle due formazioni che col centrodestra si giocheranno la poltrona di sindaco, certo la lista civica guidata da Francesco Ferrari non ha perso tempo. Il centrodestra, che sotto il nome di Ferrari pone i simboli di “Ascolta Piombino” di Riccardo Gelichi, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega, venerdì scorso ha imbarcato Giuliano Parodi, sindaco uscente di Suvereto, un passato nella sinistra più radicale, seguito da un’ostentata simpatia per i 5 Stelle, e poi dall’adesione alle ragioni del Comitato salute pubblica, che gli ha dato visibilità anche a Piombino.

Scelta spiazzante per i più, non solo a sinistra, quella del sindaco della “rivoluzione suveretana” che cinque anni fa spodestò il Pd facendo leva sul “no” alla fusione dei Comuni di Suvereto e Campiglia, e che lo scorso gennaio annunciò di non ricandidarsi a Suvereto «per i mal di pancia interni all’Assemblea popolare – spiegò Parodi – nati già qualche anno fa».

Da tempo dunque in molti pensavano che Parodi potesse candidarsi a Piombino con una lista propria, magari raccogliendo quanto c’è alla sinistra del Pd e nel mondo dei movimenti e dei comitati.

Scelta però che obiettivamente, guardando i numeri, non poteva essere vincente. Considerazione da cui è nato il seme che ha portato all’alleanza con Ferrari e col centrodestra: cioè che al di là dei programmi e delle bandiere, il vento di questi ultimi anni, i risultati elettorali a livello nazionale della Lega e la crisi del Partito democratico, potevano portare a un risultato storico, cioè alla presa del Comune con una compagine che seppellendo le ideologie, mettesse insieme tutte le forze anti-Pd di fatto già coalizzate dal no alla discarica.

Mossa difficile da digerire nel mondo della sinistra (anche se per esempio si registra il sostegno di Carla Bezzini, di “Un’altra Piombino”, lista che non verrà ripresentata) quasi una scommessa da parte di chi questa mossa l’ha fatta in prima persona, e cioè Ferrari, disposto a rischiare le perplessità del suo mondo, quello del centrodestra, rispetto a un accordo con un politico con un passato come quello di Parodi, che tutti si immaginano con un ruolo importante nella giunta in caso di vittoria.

Del resto questa alleanza trasversale non è l’unica in Val di Cornia, visto che a Campiglia Nicola Bertini, anch’egli con un passato nell’ultrasinistra, sarà il candidato della lista civica “Gruppo 2019” che mette insieme un mondo molto variegato, arrivando a comprendere Forza Italia.

Così il Pd, che in questi giorni annuncerà il candidato sindaco (l’uscente Massimo Giuliani o l’assessore all’urbanistica Carla Maestrini), al momento assiste inerte allo spettacolo, consapevole di partire da sfavorito – per usare un eufemismo – e pure che per provare a evitare la sconfitta non basteranno le carte tradizionali dei democratici, e cioè l’esperienza nel governo del territorio, la solidarietà, i valori dell’antifascismo, ormai non più – altro eufemismo – molto popolari. —

Cristiano Lozito



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