Sicurezza
Scuola materna e nido a rischio genitori e insegnanti mobilitati
Appello a istituzioni, soggetti pubblici e privati per trovare una nuova gestione Tra le proposte un’apertura più ampia e una ludoteca in orario extrascolastico
PIOMBINO. Raccolte di firme, punti di sensibilizzazione in città, un libro fotografico e una pagina facebook. Altre forme di sensibilizzazione sono allo studio ricorrendo alla creatività dei bambini.
La difesa del futuro del nido e della scuola materna San Francesco continua. Se non si materializzerà un soggetto interessato a subentrare alla coop Arcobaleno a cui l’Ordine dei frati minori della Toscana ha affidato la gestione cinque anni fa, a settembre la storica struttura per l’infanzia non riaprirà i battenti. E l’offerta formativa della città si impoverirà mentre per 8 tra educatrici e ausiliarie non ci sono ancora certezze acquisite. Calo di iscrizioni conseguente all’andamento demografico e costi di gestione non coperti dalle rette sono gli elementi con cui la coop motiva la scelta. Da dicembre ad ora le lavoratrici hanno tentato molte strade per scongiurare la chiusura della scuola dove adesso sono inseriti 33 bambini nelle due aule di materna e 12 piccolini nella sezione del nido.
Finora, nessun risultato. Tra i genitori, inclusi quelli di bambini che frequentavano anni fa o che termineranno a giugno, l’amarezza si somma alla voglia di reagire. Di trovare una soluzione. Ne parlano in redazione facendo appello alle istituzioni, a soggetti pubblici e privati disposti a prendere in mano le sorti della scuola, magari ampliando l’apertura e trasformandola in orario extrascolastico in ludoteca. I francescani si sono già impegnati a continuare a non percepire affitto.
Il comune denominatore dei commenti dei genitori è scandito dalla validità della struttura - a partire dagli spazi esterni ed interni dedicati alla psicomotricità - e dal modello formativo aperto alla valorizzazione di ogni singolo bambino. Anche dei piccoli che presentano difficoltà di natura diversa.
Il passaparola tra genitori è stato il canale che ha indirizzato la maggior parte delle scelte.
«Me ne aveva parlato bene un’amica, così ho visitato la scuola e mi è piaciuta subito. Il mio bimbo aveva frequentato poco il nido ma qua ha imparato velocemente a socializzare», afferma Sara Torsoni.
«Anche il nome, quello di San Francesco, richiama valori culturali e storici che apprezzo. Parlando con le maestre, poi, mi ha colpito la validità di un progetto educativo che guarda all’interezza della persona», spiega Maria Dell’Amico.
Elisabetta Paura valorizza l’insegnamento mirato al rispetto e al senso della cura dell’altro che le educatrici riescono a far maturare tra i bambini.
«Quando sono andata a prendere mia figlia il primo giorno di scuola si è messa a piangere, non voleva venire via», ricorda Barbara Rossi. Per la sua bimba a settembre inizieranno le elementari. E non vede l’ora che arrivi la Giornata al contrario, quando i bimbi dell’ultimo anno, dopo la cena, pernotteranno in tenda nel giardino della materna con le educatrici. Non è il solo progetto particolare adottato alla San Francesco.—
Valeria Parrini
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