Il Tirreno

monteverdi 

Raid al Castelluccio, devastati 4 appartamenti

Giorgio Piglia
Raid al Castelluccio, devastati 4 appartamenti

Demoliti i sanitari e chiusi gli scarichi con delle lenzuola per giorni, l’acqua ha allagato le stanze. Indagano i carabinieri 

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Monteverdi. Quattro appartamenti messi fuori uso da vandali scatenati al Castelluccio, il villaggio residenziale alle porte di Monteverdi Marittimo. È il bilancio del raid messo a segno nei giorni scorsi su cui stanno indagando i carabinieri della locale stazione.

Gli autori del raid hanno agito a colpo sicuro e certi di non poter essere scoperti. Infatti il villaggio è quasi per intero di seconde case che in questo periodo non sono abitate. Deserto peraltro è tutto il complesso: chiusa ovviamente la grande piscina pubblica, chiuso il bar-ristorante stagionale.

Sui protagonisti dell’incursione che ha lasciato una scia di danni ancora in parte da quantificare stanno indagando i carabinieri della locale stazione dell’Arma, ma gli elementi sul terreno sono pochi, a quanto pare gli autori non hanno lasciato tracce. Si lavora piuttosto sulla ricerca di un movente, quel filo rosso che potrebbe collegare, per motivi tutti da scoprire, i vandali alle loro vittime. Una vendetta è tra le ipotesi possibili, ma non vengono escluse altre strade, non ultima quella che a scatenare la furia distruttiva ci sia stata la “voglia di divertimento” di qualche banda giovanile.

Veniamo ai fatti. L’incursione ha preso di mira l’unico condominio del villaggio Castelluccio, una palazzina di piccoli appartamenti nei pressi del ristorante, mentre lungo le strade interne sopra e sotto quella costruzione sono disseminate più di un centinaio di villette mono o bifamiliari. Tutte vuote in questa stagione, ma ben frequentate in estate e in occasione delle principali festività.

I vandali hanno potuto agire senza timore di essere scoperti, probabilmente approfittando del buio. Entrati negli appartamenti hanno spaccato tutto quello che potevano rompere. Lavandini e sanitari sono stati fatti a pezzi, poi con delle lenzuola hanno chiuso gli scarichi e prima di andarsene hanno aperto i rubinetti dell’acqua.

Quando uno dei proprietari ha scoperto l’accaduto dovevano essere passati già alcuni giorni: l’acqua aveva riempito le stanze e non aveva risparmiato gli appartamenti sottostanti, un ulteriore disastro. Niente è stato rubato, e questo particolare è una traccia per le indagini. La denuncia fatta dai proprietari è contro ignoti, mentre i danni, sicuramente importanti, potranno essere quantificati solo quando si conosceranno con precisione gli effetti sulle strutture della prolungata presenza d’acqua. —

Giorgio Piglia



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