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Solignani: «Basta con odi e rancori»

Michelangelo Pasquinelli
Solignani: «Basta con odi e rancori»

Prima uscita pubblica della candidata di Uniamo Suvereto Il programma sarà elaborato confrontandosi con i cittadini

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suvereto. «Non nascondo di essermi molto emozionata alla mia presentazione al Ghibellino, ma sono molto soddisfatta della bella atmosfera che si è creata e della tanta gente che è intervenuta». Queste le prime impressioni di Cristina Solignani da candidata a sindaco di Suvereto per il centrosinistra che si voluta togliere i primi sassolini dalle scarpe per certe allusioni sul suo attuale domicilio a Follonica, malgrado abbia vissuto 29 dei suoi 44 anni a Suvereto dove è nata, ha sposato e sono nati i suoi due figli. L’incontro pubblico si è tenuto in un’affollata sala del Ghibellino la sera del 14 marzo.

«Nessuno può avocarsi il diritto di giudicare o negare il senso di appartenenza che è insito nell’animo di un’altra persona – afferma Solignani –, ed io sono di Suvereto, lo dico con decisione, con orgoglio e senza vergogna alcuna. Un po’ di delusione c’è stata perché mai avrei pensato di dovermi in qualche modo giustificare, e di che cosa poi non l’ho neppure ben capito, pensando a quante persone sono arrivate a Suvereto da paesi vicini e lontani. Uniamo Suvereto, come diciamo nel nostro simbolo, un processo politico nuovo, ben definito, inclusivo, largo, democratico e progressista». Che prosegue: «Ho ritenuto che questo fosse il momento giusto per non stare solo alla finestra ma dedicarsi alle vicende politiche del mio paese e di tutto il comprensorio, senza manie di protagonismo e col senso di squadra per rilanciare Suvereto. Tutti vanno considerati e coinvolti nella vita pubblica, anche quelli che perderanno, con disponibilità, equilibrio, dialogo e soprattutto buon senso, senza fissarsi nelle tifoserie politiche astratte e lontane dalla realtà, ma soprattutto senza odi e rancori, volti solo a strappare qualche voto in più».

A proposito dei motivi che l’hanno spinta a candidarsi «è l’avere appreso e percepito quel senso di frattura e di chiusura nei rapporti sociali tra appartenenti a una medesima comunità e anche nei rapporti istituzionali con l’esterno – sostiene –. Una tale criticità non si era mai verificata nella comunità suveretana, da sempre votata al rispetto reciproco delle idee e al confronto e ritengo che sia dovere di un amministratore, che deve essere amministratore di tutti, intervenire per sedare gli animi e non per alzare i toni».

Cristina Solignani ha sottolineato particolarmente questi aspetti poi ha ricordato che il programma elettorale dettagliato sarà il risultato del confronto con cittadini, associazioni, categorie sociali ed economiche, ascoltando con attenzione le loro osservazioni e le loro proposte. «Per questo abbiamo predisposto dei gruppi di lavoro aperti, di cui fanno parte numerosi cittadini, espressioni di varie categorie e professioni, che con un entusiasmo incredibile si sono prestati a dare un loro contributo di tempo, in primo luogo, e soprattutto di idee, tutti uniti per perseguire un obiettivo comune».

Dopo aver affrontato le singole problematiche ha concluso: «Assicuro la mia presenza in consiglio anche in caso di sconfitta, anche se è un’ipotesi che escludo, perché gli impegni si prendono seriamente, mentre sono profondamente soddisfatta che in ogni caso Suvereto avrà un sindaco donna, ma non un sindaco in gonnella». —

Michelangelo Pasquinelli



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