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Acciai al piombo Sindacati avvertono «Senza il parere Asl non si fa niente»
Manca ancoral’ok per passare alla sperimentazione che Aferpi vorrebbe iniziare la prossima settimana
PIOMBINO. Ad un’azienda pronta a testare la laminazione degli acciai al piombo la prossima settimana, Fim, Fiom e Uilm replicano sollecitando un’accelerazione nell’iter delle autorizzazioni. Anche perchè Aferpi avrebbe già provveduto ad inoltrare le integrazioni della documentazione richieste dall’Asl, mentre 500 tonnellate di billette da lavorare sono già a terra.
«Senza il parere, niente sperimentazione», dicono i sindacati in un passaggio (almeno teoricamente scontato) di una nota-stampa, a cui fanno seguire la volontà di mettere in campo tutte le iniziative necessarie per impedire che i test inizino senza la conclusione dell’iter».
Dagli uffici delle segreterie provinciali, giovedì è partita una richiesta al Settore autorizzazioni ambientali della Regione per chiedere alla dirigente «se e quando si prevede di inviare la comunicazione di autorizzazione e se sia possibile averne menzione».
I sindacati parlano di «clamore forse eccessivo sulla vicenda», e di «preoccupazione delle maestranze, questa sicuramente comprensibile» motivando così la necessità di dare «le giuste e corrette informazioni ai lavoratori che saranno impegnati nei test, e/o future attività di trasformazione».
Per le tre organizzazioni costituisce un passaggio obbligato la conoscenza preventiva delle valutazioni e delle eventuali prescrizioni da introdurre nella lavorazione a garanzia della sicurezza degli addetti.
Fin qui la lettera inviata a Firenze. Negli ambienti sindacali si parla anche d’altro, in buona parte riprendendo temi già sollevati.
Confermata la presenza di voci, anticipata dal Tirreno, sull’annuncio imminente di un investimento al treno rotaie del valore di alcune decine di milioni e sulla partenza dello smantellamento di una parte della cokeria.
La prossima settimana è previsto un incontro con il sindaco Massimo Giuliani per capire meglio come poter accelerare questo percorso.
Altrettanto necessari sono ritenuti gli smantellamenti. Una volta definite le aziende coinvolte, i sindacati ripetono che proveranno a raggiungere un accordo per il massimo utilizzo del personale di Piombino.
«Infine - si legge nella nota - giudichiamo positivo l'aumento dei volumi previsti di semiprodotti che vedranno nei prossimi mesi un aumento degli arrivi di navi ma riteniamo necessario avere le garanzie dei relativi investimenti sugli approdi della logistica così da aumentare il lavoro per tutti senza dover ricorrere agli ammortizzatori sociali. Lo stabilimento riparte e il prossimo appuntamento al Mise previsto a maggio - concludono le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm - potrà dire se le attuali prospettive si trasformeranno in certezze in grado di far uscire finalmente da questa incertezza e da una crisi iniziata ormai oltre 10 anni fa». —
V.P.
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