Sicurezza
Lavoratori, il peso dei ritardi Uilm: è necessario accelerare
Il punto sui due stabilimenti con il coordinatore nazionale siderurgia Gambardella La ripartenza dell’area a freddo in Aferpi e le incertezze sulla cessione ex Magona
Il tempo è la variabile che dà la misura delle incertezze che appesantiscono la crisi della siderurgia piombinese. Lo sottolinea il coordinatore nazionale di Uilm Siderurgia Guglielmo Gambardella, in città per il consiglio territoriale che lo ha portato a fare il punto su Aferpi ed ex Magona. Da un lato c’è una speranza che viene valutata «incoraggiante, rispetto alla precedente gestione che aveva completamente fermato lo stabilimento». Il riferimento è ai tre treni di laminazione in marcia all’interno dell’ex Lucchini con l’impiego in rotazione di circa 700 lavoratori. Dall’altro restano le incognite sul piano di rilancio che prevede la ripresa della produzione di acciaio colato. Mentre sul fronte ex Magona «siamo in attesa della decisione della Commissione europea sull’operazione di cessione» da Mittal a Liberty Steel.
AFERPI
«Dopo 25 mesi di fermo i treni hanno ripreso a marciare senza troppi problemi – dice Gambardella –. L’area a freddo è completamente operativa e a questo punto tocca all’azienda recuperare i volumi produttivi per dare continuità alla produzione». Tra le richieste al tavolo del Ministero dello Sviluppo economico, al capo di gabinetto Giorgio Sorial, c’è quella di un’unica cabina di regia per smantellamenti e bonifiche per fare posto ai nuovi investimenti. «Le decisioni che devono esser prese da più soggetti competenti per la reindustrializzazione hanno bisogno di una regia unica che solleciti, pianifichi e controlli il processo, per ridurre i tempi. Non ci dimentichiamo che se sono 700 impegnati ci sono altri 1. 200 di lavoratori fuori. Dobbiamo accelerare anche per ridurre la sofferenza degli ammortizzatori sociali, che oltretutto non avremo a vita».
Stando a indiscrezioni raccolte dal sindacato a breve potrebbe esserci l’incontro del presidente di Jsw Sajjan Jindal al Mise. «Jindal ha solo mostrato le linee guida di un piano industriale – dice Gambardella –. Ma noi abbiamo bisogno del piano definitivo per capire investimenti, tempi di realizzazione, organici. E avere un orizzonte temporale certo».
EX MAGONA
«Siamo in attesa della decisione della Commissione europea sull’operazione di cessione – sottolinea –. Si dice che entro tre settimane avremo il pronunciamento. Speriamo che sia il termine ultimo per capire con il nuovo investitore quali programmi di sviluppo ci sono. Una prospettiva per l’ex Magona al momento non c’è. A fronte di un mercato altamente competitivo il ritardo accumulato di oltre un anno ovviamente penalizza questa realtà». –
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