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sanità 

Settecento avvisi di pagamento dell’Asl per prestazioni al pronto soccorso nel 2014

Valeria Parrini
Settecento avvisi di pagamento dell’Asl per prestazioni al pronto soccorso nel 2014

Chi non è esente dal ticket deve versare somme fino a un massimo di 50 euro. La norma non sarà più valida dal primo aprile

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PIOMBINO. Campagna dell’Asl per recuperare i crediti che vanta nei confronti dei cittadini.

Sono circa 700 gli avvisi di pagamento che stanno arrivando in questi giorni nelle case di persone residenti a Piombino e in Val di Cornia. Riguardano il 2014 e interessano persone che quell’anno si sono rivolte al pronto soccorso senza pagare quanto stabilito per alcuni casi. Seguiranno campagne di recupero per i periodi successivi.

La legge regionale prevede che per le prestazioni erogate in situazioni classificate con codice di priorità “in uscita” bianco o azzurro, se non si è esenti, si debba pagare un ticket di 25 euro. La somma comprende la valutazione clinica ed eventuali esami di laboratorio. Se si aggiungono prestazioni diagnostiche, si può arrivare a dover pagare fino alla quota massima di 50 euro. Referto alla mano, non resta che pagare. Perché, seppure in ritardo di cinque anni come in questo caso, i nodi vengono al pettine. E di prescrizione non si può parlare prima dei dieci anni.

Se si è fatta una tac, una risonanza, una radiografia o qualche altro test di diagnostica per immagini, si devono aggiungere dieci euro per la digitalizzazione. Il dischetto, insomma. In questo caso il contributo è dovuto da tutti i cittadini, esenti e non, indipendentemente dal codice di priorità, quando all’accesso al pronto soccorso non sia seguito il ricovero. Compreso il caso in cui il paziente sia stato in Osservazione breve intensiva (O.b.i.)

Dal primo aprile questa operazione in particolare non si pagherà più. Ma per quanto accaduto prima, nessuna cancellazione.

Nella lettera spedita dall’Unità operativa recupero crediti e rapporti assicurativi dell’azienda Usl Toscana Nord Ovest sono inseriti la somma da pagare, la data e l’ora dell’accesso al pronto soccorso. E si specifica che se, ricevuta alla mano, si dimostra che invece prestazione e/o digitalizzazione sono stati pagati, la richiesta decade. L’avviso è cosiddetto “bonario”. Nel senso che se si ottempera al versamento col conto corrente postale allegato entro i termini che contiene (circa un mese a partire dalla data della lettera) tutto finisce lì. Altrimenti l’Asl passa all’intimazione con l’aggiunta di 5 euro.

Tra i lettori che hanno segnalato il problema, c’è Luca Lavoratori. Che ha cercato di saperne di più arrivando fino alla direzione di Villamarina. Senza risultati. Nel suo caso sono da pagare dieci euro.

«In famiglia - commenta Lavoratori - abbiamo avuto bisogno più volte del pronto soccorso. Ho cercato di sapere a quale situazione è riconducibile l’avviso. Ma sono rimasto solo alla data, quella del 12 ottobre del 2014, contenuta nella lettera. Dopo tutti questi anni cosa mi posso ricordare? Comunque una cosa è evidente: c’è poca chiarezza su questo tipo di obbligo. Non ricordo che ci sia stata mai data indicazione di dover pagare quei dieci euro per il dischetto. E a quanto sento in giro, non sono il solo. Tutto questo mentre le liste d’attesa sono quelle che sono e per una logopedista stiamo aspettando da un anno».

Un altro caso è segnalato da una lettrice che la digitalizzazione a Piombino l’aveva pagata ma referti alla mano, per una visita in un reparto pisano, le è stata chiesta di nuovo perché telematicamente le due realtà amministrative ospedaliere non si “leggevano”. —

Valeria Parrini

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