Il Tirreno

La crisi del pomodoro e l’azienda Petti 

Il Gruppo 2019 attacca: «È tutta colpa del Comune»

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la polemica

«I problemi dell’Italian Food, sono i problemi di un’intera filiera produttiva. Derivano dall’incapacità del Comune di pianificare la relazione tra attività produttive e tessuto urbano, dall’indifferenza delle istituzioni al comparto dell’agroindustria e della scarsa appetibilità del nostro territorio per le imprese». La “sentenza” arriva dal Gruppo 2019 che a Campiglia candiderà Nicola Bertini come candidato a sindaco. Sul problema dei pomodori e sul rischio che Petti possa delocalizzare il Gruppo è chiaro: «Negli ultimi anni l’amministrazione è stata assente tanto da rischiare di allontanare da questo territorio un’azienda storica, che può giocare un ruolo nel rilancio economico della Val di Cornia, pur sacrificando le condizioni di vita dei residenti delle Coltie».

«Grave responsabilità amministrativa aver lasciato morire tra burocrazia e indifferenza il protocollo d’intesa del 2012 che prevedeva lo spostamento dell’Italian Food al Campo alla Croce già dal 2014, oggi l’amministrazione si trova in difficoltà sull’autorizzazione temporanea per i parcheggi». Secondo il Gruppo 2019 il settore è in difficoltà per i problemi della burocrazia e della noncuranza amministrativa.

«Adesso è urgente mettere in condizione Petti di lavorare nella stagione 2019 con interventi temporanei. E poi sciogliere due nodi storici: la presenza dello stabilimento nel tessuto urbano e la coesione della filiera produttiva. La posizione alle Coltie sacrifica le esigenze dei residenti. Alla debolezza strutturale della filiera del pomodoro toscano da industria la Regione può reagire rafforzando il legame della fabbrica con i produttori locali con bandi per una filiera produttiva oggi a rischio in Val di Cornia, e il Comune deve agevolare il trasferimento a Campo alla Croce con tutti i mezzi a disposizione».

Secondo il Gruppo 2019 occorre anche un impegno da parte del governo nazionale.

«Solo così sarà più agevole rinsaldare rapporti tra produttori e Italian Food e tra fabbrica e tessuto urbano. Questo è uno degli esempi più significativi dei rischi che corriamo senza un cambiamento radicale nel metodo e nel merito amministrativo».



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