Il Tirreno

Cala il numero dei richiedenti asilo e chiudono i centri che li ospitano

Claudia Guarino
Cala il numero dei richiedenti asilo e chiudono i centri che li ospitano

La situazione in Val di Cornia con le nuove leggi. Le strutture non riescono più ad ospitare gli immigrati 

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migranti

Cala ancora il numero dei richiedenti asilo ospitati nei centri di prima accoglienza della Val di Cornia. Al momento, infatti, all’interno dei Cas del territorio risultano presenti 314 persone, contro le circa 400 rilevate ad agosto 2018 e le 500 registrate a inizio 2017.

Diminuisce anche il numero dei Cas. La struttura delle Guinzane, un tempo gestita dall’associazione Xenia, ad esempio, ha smesso di essere un centro il 21 dicembre 2018, mentre Villa Gaia, immobile di Poggio al Turco (Suvereto) gestito dall’associazione Articolo 2, ha cessato le funzioni di accoglienza l’8 novembre.

Via, dunque, i richiedenti asilo, redistribuiti in altre strutture, e via i quattro lavoratori di Villa Gaia e i nove operatori di Homo Diogene. A partire dal primo maggio quest’ultima cooperativa non gestirà più il Cas che attualmente sorge nell’hotel Rosa dei Venti, alla stazione di Campiglia. «Non parteciperemo al nuovo bando emanato dalla prefettura perché non abbiamo una struttura a disposizione – dice Angela Di Matteo, Homo Diogene – Non possiamo proporre nuovamente l’hotel Rosa dei Venti perché l’affitto richiesto è troppo alto e non siamo riusciti a trovare ulteriori spazi disponibili». Anche il centro di accoglienza della stazione si avvia dunque alla chiusura.

Teoricamente un subentro nella gestione sarebbe possibile. Un altro ente potrebbe decidere di partecipare al bando per l’affidamento dei centri di accoglienza inserendo l’hotel Rosa dei Venti tra gli immobili disponibili. Al momento impossibile prevederlo. L’avviso di gara per affidare la gestione dell’accoglienza nella provincia di Livorno è stato pubblicato dalla prefettura a inizio marzo e per presentare domanda c’è tempo fino all’8 aprile. Le precedenti convenzioni, prorogate fino al 30 aprile in attesa di completare la nuova procedura di affidamento, sono scadute il 31 dicembre 2018.

In Val di Cornia i centri in attività sono sei. Il più grande è La Caravella, a Torre Mozza, che è gestito dalla Croce Rossa e ospita 215 persone (ad agosto 2018 erano 228). Sempre la Croce Rossa si occupa del centro di Franciana, nel territorio di Piombino, in cui sono presenti 23 persone (ad agosto 2018 erano 35). Nel Comune di Campiglia Marittima, invece, ci sono il centro Rosa dei Venti, dove la cooperativa Homo Diogene si occupa di 36 persone (erano 52 nel 2018), e un appartamento a Venturina Terme gestito dalla cooperativa Odissea che ospita cinque richiedenti asilo. A Suvereto, chiusa Villa Gaia, rimane il centro della Vivalda, struttura amministrata dall’associazione Oltre il mare che si occupa 27 persone. A San Vincenzo, infine, la Croce Rossa accoglie 8 ospiti in una struttura situata su via Aurelia sud. «Stiamo valutando se partecipare o meno al nuovo bando – dice Daniele Bettini, presidente della Croce Rossa di San Vincenzo – La nostra intenzione, comunque, è quella di proseguire». Di opinione diversa è Mara Girardi che con l’associazione Articolo 2 gestiva uno dei due centri di Suvereto. «Abbiamo chiesto una chiusura anticipata del centro e non parteciperemo alla nuova gara – dice – Lo stabile di Villa Gaia richiede interventi che non siamo in grado di sostenere economicamente e non abbiamo trovato altre strutture adatte». Una decisione, questa, che è stata presa anche dalla cooperativa Homo Diogene. «Abbiamo sempre meno risorse per l’accoglienza – afferma Angela Di Matteo – e non riusciamo a proseguire su questo percorso».

Claudia Guarino

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