La protesta
Dai gioielli ai panzerotti con “La Piovra” alle Azzorre
Dino Lucarelli si è trasferito con moglie figlio e cane nel febbraio 2016 «Col nostro cibo siamo un punto di riferimento non solo per gli italiani»
«Uno dei panzerotti più buoni della mia vita! Ottima anche la torta della nonna e, siccome non c’è due senza tre, ci siamo portati a casa anche un piccolo tiramisù, una nuvola di goduria e leggerezza...» così Elena recensisce “La Piovra” ristorante italiano di Faial - Azzorre (col testo in svariate traduzioni).
Sull’onda della tendenza gastronomica internazionale a inventarsi questo camioncino-ristorante “La Piovra” il piombinese, ex gioielliere da generazioni, Dino Lucarelli. Qualche giorno a Piombino per salutare la mamma: «Al di là del successo di questi fast-food o esperienze gourmand, ma mobili – sorride, raccontando, Dino Lucarelli – in poco tempo siamo diventati punto di riferimento per tutti gli italiani presenti sull’isola, poco più di una ventina, e non solo per loro».
Ma fino al 31 dicembre 2015 in corso Italia nella gioielleria di famiglia.
«Davvero un colpo al cuore tirare giù la saracinesca.... ma non era più possibile continuare – ricorda – Lucarelli. Orologi e gioielleria con mio nonno già in casa poi, nel 1946, con un primo negozio in via Pisacane. Ci siamo trasferiti sul corso nel 1971».
Dino (fiero di portare il nome del babbo oltre che di condividerne comunque sempre la passione per gli orologi) ricorda : «Sono entrato in negozio finite le medie, mi spiace ma a Piombino la situazione era già insostenibile, e purtroppo è sempre peggio».
Evidente per tutti. Non si tratta più solo una questione di orario, giorno o stagione.
C’è da fare i conti con la resa economica e le difficoltà crescenti pure per i pochi che scelgono di andare avanti.
Mentre anche le vie centrali sono sempre più disegnate da vetrine spente e saracinesche abbassate.
Lievemente abbronzato, ma neanche troppo. Le Azzorre, non sono proprio come l’Arcipelago toscano. «Il tempo? Così in mezzo all’oceano è spettacolare solo in agosto e settembre – spiega – per il resto a tratti piove sempre. C’ero già stato in vacanza. Poi tre anni fa, nel febbraio 2016 insieme a mia moglie, mio figlio e il cane siamo tornati qui. L’idea? – prosegue – Ormai chiara: quella di cambiare attività, tagliare col passato dopo 70 anni tra orologi e gioielleria».
Qualche sondaggio, la decisione. «Questa specie di roulotte con mia moglie Miri a fare la cuoca... – aggiunge – anche il nome è venuto da sè: “La piovra”, sono così tanti ancora a ricordare qui l’omonimo famossissimo sceneggiato Rai degli anni Ottanta. Persino il logo con la piovra nel disegno l’ho fatto io!».
In poco tempo il ristorante in roulotte lungo la passeggiata del porto di Horta è diventato un punto di riferimento: «Panzerotti – conferma Dino – ma anche porchetta, lasagne, tiramisù e ovviamente polpi in tutti i modi. Con noi sempre gli italiani impegnati nel dipartimento di pesca o in dottorati di ricerca. Ma anche medici del vicino ospedale. Anche per le festività tutti a casa nostra a Pedro Miguel. Esperienza fantastica anche per mio figlio Alessio, che parla già inglese e portoghese... va al conservatorio e studia chitarra. Con gli amici di Piombino gioca sul web... Qui i trasporti sono gratis e il corso di vela costa 10 euro al mese. Insieme usciamo anche in barca perché il 90% del pescato è per l’esportazione. Adesso la nostra vita è qui». A Piombino?In vacanza. —
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