Il Tirreno

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Chiudono nido e materna San Francesco Da qui sono passate intere generazioni

Valeria Parrini

Colpa del calo demografico e dei costi. Famiglie preoccupate, 8 posti a rischio, si cerca una cooperativa disposta a subentrare:

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Chiude la scuola San Francesco. A settembre nido e materna non riapriranno i battenti e l’offerta formativa della città si impoverirà. Calo di iscrizioni conseguente all’andamento demografico e costi di gestione non coperti dalle rette sono gli elementi con cui viene motivata la scelta.

Parliamo di una struttura storica da cui sono passate generazioni di piombinesi. E di 8 persone - tra educatrici e personale ausiliario - che non conoscono ancora con certezza il proprio destino. La coop Arcobaleno di Follonica, a cui da cinque anni l’Ordine dei frati minori affida la gestione del servizio, ha comunicato nel dicembre scorso la decisione di chiuderlo, assicurando contemporaneamente alle socie-lavoratrici una soluzione che al momento non è stata definita. E che comunque comporterà come minimo un trasferimento del quale non si conoscono le condizioni.

Da dicembre ad ora le lavoratrici hanno tentato molte strade per scongiurare la chiusura della scuola dove adesso sono inseriti 33 bambini nelle due aule di materna e 12 piccolini nell’unica sezione del nido.

Le quattro educatrici - Anna Pardini, Sabrina Vanni, Sheila Bertocchi e Barbara Giovannini - hanno incontrato il Comune, la curia, il sindacato, l’ordine stesso. Si sono attivate, anche sostenute dall’assessore Margherita Di Giorgi, con cooperative, locali e non, per sondare la possibilità di un subentro che potrebbe avvenire alle stesse condizioni attuali. I francescani, infatti, si sono impegnati a continuare a non riscuotere l’affitto dei locali. Come adesso.

La ricerca di una alternativa non ha dato frutti. Da qui la decisione di appellarsi alla città per evitare che cessi l’esperienza formativa garantita finora nel ciclo da 0 a 6 anni: una continuità didattica ritenuta così importante dai docenti di massimo livello con cui le maestre si confrontano nel loro costante aggiornamento professionale. E che, con uno stato d’animo intuibile, continuano.

Dalla loro parte hanno le famiglie.

Silvia Galgani, portavoce di alcune, sottolinea che in ballo non c’è la chiusura di un asilo, ma di una comunità. «La San Francesco rappresenta il luogo in cui i nostri figli hanno la possibilità di imparare a pensare liberi, a credere in loro stessi e ad avere il coraggio di sostenere in egual modo il sorriso e le difficoltà che ogni loro compagno ha o potrà avere. Il nostro asilo - prosegue - è la sicurezza non solo di veder crescere insieme i bambini nel pieno rispetto dei loro tempi ma anche quella di sapere che saranno preparati a vivere le diversità come opportunità di crescita».

La speranza è riposta in enti pubblici, privati e cattolici «affinché si attivino o lancino anche semplicemente un’idea che permetta a questi bimbi di credere che il loro luogo magico non chiuderà per sempre», conclude la mamma. —

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