Sicurezza
La Cisl chiede risposte al Governo per il rilancio di fabbriche e porto
Al consiglio generale anche il segretario confederale Luigi Sbarra che ha parlato delle prospettive per la siderurgia, da anni alle prese con la crisi
PIOMBINO. Le prospettive della siderurgia e le vicende ancora aperte per un comparto che da anni è alle prese con una crisi da cui fatica a riemergere.
Questo il tema al centro del consiglio generale della Cisl, ieri, a Piombino.
All’incontro anche il segretario generale aggiunto confederale Cisl Luigi Sbarra. La riunione è stata convocata dal segretario generale della Cisl di Livorno Filippo Giusti, all’Hotel Phalesia.
Come detto, in primo piano, la situazione del polo siderurgico di Piombino.
Ad aprire gli interventi è stato il segretario confederale della Cisl Livorno, Filippo Giusti.
Un intervento conciso per delineare la situazione della siderurgia a Piombino ed i passi per risolvere la crisi del settore.
Il discorso più atteso era però quello del segretario nazionale aggiunto Luigi Sbarra che ha ribadito l’assoluta necessità di rilanciare l’area industriale di Piombino: «Occorre investire nell’area industriale di Piombino – ha sottolineato – mettere in campo risorse concrete e progetti veri per rilanciare la siderurgia, la portualità e le altre attività produttive che rendono questo territorio strategico non solo per la Toscana, ma per l’economia di tutto il Paese».
«Il Governo – ha proseguito Sbarra – attivi un confronto al Mise con le aziende interessate e con il sindacato per disegnare un progetto di sviluppo organico che garantisca il rilancio dei livelli occupazionali e l’incremento della produttività e della competitività di sistema».
Per Luigi Sbarra “l’Italia arranca ultima e unica tra i Paesi europei con stime di crescita sotto zero per il 2019. Bisogna – ha aggiunto – recuperare una visione industriale incentrata sull’innovazione, superare le diseconomie strutturali che frenano le ampie potenzialità di tanti territori ad alta vocazione manifatturiera, a cominciare da Piombino e dalla Aferpi, la cui piena ripartenza deve essere assunta come priorità nazionale. L’acciaieria va riportata al più presto alla piena produzione e alla piena occupazione: obiettivo che richiede adeguati investimenti nella rete infrastrutturale, ma anche una accelerazione nelle verifiche e nel coordinamento istituzionale».
«Va dato un impulso al cronoprogramma degli investimenti stabiliti da Jindal nell’accordo dello scorso anno – ha confermato Luigi Sbarra – e accompagnato il percorso di rilancio produttivo del Polo Arcelor Mittal alla luce di nuovi investitori interessati. La Cisl terrà alta la guardia, e chiede sin da ora al Governo di farsi garante di questo processo, mettendo in campo tutte le misure di sostegno e le leve di vantaggio necessarie a questa ripartenza» ha concluso Sbarra. –
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