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il caso 

Punti blu sulle spiagge un’altra estate a vuoto Il Comune fa ricorso

M.M.
Punti blu sulle spiagge un’altra estate a vuoto Il Comune fa ricorso

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piombino. L’unica certezza è un’altra estate senza Punti blu. Nel golfo di Baratti come sulla Costa Est. Il Comune di Piombino tiene il punto e dopo averlo annunciato presenta ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del tribunale amministrativo regionale della Toscana (Tar) che ha annullamento l’avviso pubblico con cui sono stati assegnati i Punti blu sulle spiagge piombinesi.

L’incarico della giunta comunale all’avvocato Renzo Grassi, lo stesso che ha assistito l’ente nel primo grado di giudizio, è del 26 febbraio. Il preventivo di spesa è di 5. 106, 92 euro.

Chi aveva fatto un pensiero a crearsi un’occasione di lavoro può mettersi l’animo in pace. E magari lo ha già fatto. Del resto, a dilatare i tempi, più che la legittima richiesta di un cittadino di rivolgersi al giudice amministrativo, ritenendo violati i suoi diritti, c’ha pensato il Comune. È del 29 gennaio dello scorso anno l’avviso pubblico per assegnare 5 Punti blu. Il 30 giugno 2018 dalle stanze del Palazzo comunale si annunciava che a breve si sarebbe conclusa l’assegnazione delle aree sulla Costa Est. Lo si faceva con una nota ufficiale, in occasione dell’assegnazione delle concessioni sulla spiaggia di Baratti. Ma così non è stato.

A sollevare il caso Marco Zucconi contro l’assegnazione delle due concessioni previste a Baratti. E il giudice amministrativo non ha avuto dubbi: il Comune non ha rispettato i principi della concorrenzialità e nel dispositivo fa riferimento alla giurisprudenza consolidata, citando due sentenze del Consiglio di Stato del 2018. “Annullamento degli atti della procedura a partire dall’avviso pubblico per l’assegnazione dei Punti blu in data 29 gennaio 2018, che dovrà essere rieditato”, si legge nella sentenza numero 215 dell’11 febbraio. La linea a difesa dell’operato degli uffici comunali, con cui si punta a ribaltare la sentenza del Tar, poggia sulla conformità ai principi europei della concorrenza l’applicazione dell’articolo 37 del Codice della navigazione. “L’introduzione di correttivi di derivazione Codice degli appalti, alle procedure dell’articolo 37 del Codice della navigazione, comporterebbero oltremodo l’introduzione di elementi di valutazione per l’aggiudicazione in contrasto con il citato articolo 37”. E la compensazione delle spese di giudizio “in ragione della scarsa chiarezza in materia” decisa dal Tar è ritenuto un altro elemento di forza. — M.M.

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