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Nei boschi di Lacona l’esercitazione del “fuoco prescritto» in vista dell’estate

L.C.
Nei boschi di Lacona l’esercitazione del “fuoco prescritto» in vista dell’estate

Sarà incendiato il sottobosco per rendere più sicura la zona L’azione interesserà tre ettari e mezzo di vegetazione

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PORTOFERRAIO. Prevenzione degli incendi boschivi. Scatta l’operazione a fine aprile “Fuoco prescritto”, la tecnica che consiste nel togliere il materiale vegetale sottobosco che potrebbe servire da esca nel caso in cui si dovessero sviluppare le fiamme.

Limitare, dunque, materiale vegetale infiammabile nel sottobosco per rendere più sicuro il nostro bosco e le pinete. E l’azione interesserà tre ettari e mezzo di colline fra i Comuni di Capoliveri e Portoferraio, nella zona di Lacona. Quest’operazione, unita alla conferma della presenza h24 dell’elicottero della Regione a partire dal primo luglio e la probabile conferma della seconda squadra di vigili del fuoco di stanza al dipartimento di Portoferraio, insieme alle squadre antincendio di volontari che ogni Municipio organizzerà, contribuirà a contrastare la piaga degli incendi boschivi all'Elba. «Il 2018 sarebbe stato un anno da incorniciare per quanto riguarda gli attacchi al nostro patrimonio boschivo toscano – ha detto Massimo Tognotti, funzionario della Regione che si occupa di prevenzione e repressione degli incendi di bosco – se non fossero accaduti prima i roghi di Pisa e poi quello di Lucca. Ecco, il nostro obiettivo resta quello di evitare simili tragici scenari». E il “fuoco prescritto” può essere la formula più adatta. «In parole povere si tratta della selvicoltura preventiva – ha sottolineato ancora Tognotti –. Strumento utile alla prevenzione degli incendi boschivi attraverso tecniche, azioni e metodi di gestione di boschi. In pratica si elimina il combustibile a cominciare da quello più fine in zone prescritte». E quella più indicata appare quella di Lacona, vista la vicinanza a una pineta e l’esposizione della superficie ai venti più costanti che soffiano all’Elba dai quadranti sud-occidentale. «Sono tutte aree che ricadono a privati – ha precisato Gian Carlo Gentili, istruttore direttivo tecnico dell’Unione dei Comuni Massa Marittima, responsabile delle squadre di spegnimento incendi – ai quali è stata richiesta e ottenuta autorizzazione a procedere. Dell’operazione che sarà condotta sono stati informati oltre ai Municipi interessati, anche il Corpo forestale e il parco nazionale. Per dare il via alle operazione c’è bisogno delle condizione climatiche ideali. Quando saranno ottenuti questi parametri del tempo ideali nel giro anche di 48 ore si potrà procedere all’esperimento. Per cui già da ora si avverte la popolazione di non allarmarsi se nota pinnacoli di fumo dai colli di Lacona». Alla riunione erano presenti i delegati elbani Marcello La Rosa e Paolo Paoli, responsabile elbano delle operazioni di spegnimento. — L.C.

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di Redazione web