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nuove infrastrutture 

Acqua in città e sul porto dall’ex condotta Magona

Manolo Morandini
Acqua in città e sul porto dall’ex condotta Magona

Il Comune acquista la tubazione da Arcelor Mittal Piombino per 220mila euro Collegata al serbatoio di Montecaselli per eliminare i cali di pressione in rete

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Il nome racconta la sua storia. Si chiama condotta Magona la tubazione in acciaio di 9 chilometri che serviva a garantire il fabbisogno di acqua potabile agli impianti. L’infrastruttura è stata progressivamente dismessa, soppiantata dall’impianto di dissalazione realizzato nel perimetro della fabbrica. Ma si appresta a tornare a nuova vita. E non solo per l’esigenza di garantire l’acqua ai futuri insediamenti nell’area di Colmata. La rete, dichiarata di pubblica utilità, sta per passare di mano, ceduta da Arcelor Mittal Piombino Spa al Comune di Piombino per 220.000 euro, garantirà acqua anche all’area portuale e soprattutto al principale serbatoio che alimenta l’acquedotto della città, quello di Montecaselli.

«Verrà realizzato un collegamento al cosiddetto anello idrico che alimenta l’acquedotto della Val di Cornia – dice il sindaco di Piombino Massimo Giuliani –. Il Comune acquista l’infrastruttura, ma il resto degli interventi per circa 3 milioni di euro sono interamente finanziati dalla Regione Toscana e sono stati progettati dal gestore del servizio idrico Asa».

Tutto nasce dall’esigenza di portare acqua nel nuovo comparto produttivo Apea, ovvero l’area produttiva ecologicamente attrezzata di Colmata. Un intervento che è preliminare a qualsiasi opera di urbanizzazione. Ma la prospettiva, nell’arco di un anno è di realizzare ben altro.

Il via libera alla firma del contratto di acquisto della tubazione da parte del Comune è del 22 febbraio, quando sono stati approvati sia lo schema di contratto che il finanziamento della spesa. La condotta attraversa sia terreni privati, sui quali sono istituite delle servitù perpetue di passaggio, che pubblici. Tutti rapporti che si trasferiscono in capo al Comune di Piombino. A giorni dovrebbe avvenire la firma dal notaio.

«Il collegamento al serbatoio di Montecaselli garantirà una terza linea di approvvigionamento alla città e soprattutto promette di risolvere i problemi di calo di pressione che specie nel periodo estivo finiscono per colpire le utenze che insistono nella zone di via Regina Margherita e in quelle limitrofe al porto – sostiene il sindaco Giuliani –. A lavori finiti non ci saranno più cali di pressione in quelle zone della città». Che aggiunge: «La progettazione delle opere da parte di Asa è pressoché conclusa. Poi serviranno i tempi tecnici per le gare per cui non credo che riusciremo ad essere a regime con tutti i collegamenti per questa estate».

La tubazione della condotta Magona corre sottoterra a una profondità di 1,5 metri salvo in corrispondenza dell’attraversamento del fosso Verrocchio, in località I Granai a Campiglia Marittima. Stando a quanto progettato da Asa gli interventi verranno realizzati in più fasi. Il cosiddetto revamping, cioè una sorta di manutenzione straordinaria della condotta, e la realizzazione dei collegamenti in area Colmata. Il potenziamento alla centrale idrica di Campo all’Olmo e il collegamento al serbatoio di Montecaselli. —

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