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Vicini al raddoppio i compensi decisi dal Pd per i tre sindaci revisori

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PIOMBINO. Compensi quasi raddoppiati per i sindaci revisori.

Nell’ultima seduta del consiglio comunale è stata approvata la delibera con cui i nuovi importi saranno erogabili. I voti favorevoli sono stati solamente quelli del Pd. Contrari tutti gli altri.

Qualche cifra e una premessa. I tre professionisti - Franco Campioni, presidente del collegio, e i componenti Piero Ciampolini e Paolo Formichi - sono stati sorteggiati da un elenco specifico e hanno accettato l’incarico. Poco dopo, attraverso una richiesta inviata alla presidenza del consiglio comunale, hanno sollecitato un aumento del compenso annuo percepito dai revisori precedenti, che non avevano mai fatto obiezioni, ritenuto incongruo: 10 mila euro oltre contributi previdenziali e Iva per il presidente, 6.668 in aggiunta agli stessi oneri, per ciascuno dei due componenti.

La richiesta è stata basata sui contenuti riferiti dall’Osservatorio della finanza e contabilità degli enti locali che non risultano vincolanti.

«I nuovi revisori - affermano i Cinque stelle - hanno assunto l’incarico sapendo benissimo quali erano gli importi che avrebbero percepito. Se non li ritenevano soddisfacenti, avrebbero potuto rinunciare. In questo caso si sarebbe proceduto ad un nuovo sorteggio».

«Invece - aggiungono - il Pd ha deciso l’aumento sulla base di un decreto ministeriale che non indica dei minimi, ma solo il massimo compenso applicabile per fascia demografica. Ed è arrivato quasi al massimo».

Ecco i nuovi importi deliberati e che saranno erogati nel prossimo triennio. Il presidente passerà a 19.335 euro e ciascuno dei componenti il collegio, a 12.890 ogni anno. Contributi previdenziali e Iva da aggiungere.

I numeri erano insufficienti per l’immediata eseguibilità della delibera che quindi diventerà applicabile entro un mese.

Non è stato invece esaminato l’ordine del giorno con cui i Cinque stelle esprimevano dubbi sulla legittimità della procedura con cui si è data via libera alla realizzazione del parco eolico “Foce di Cornia”. Se confermati, si configurerebbe un motivo di nullità dell’iter che ha già portato all’avvio dei lavori con cui la ditta Fera conta entro maggio di iniziare la produzione di energia.

Progetto molto contestato. «Al momento della discussione - affermano i Cinque stelle - il gruppo dei Democratici ha lasciato l’aula». —

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