Il Tirreno

la segreteria Fiom-Cgil provincia 

«Rsu dimissionarie, ma l’unica via su Aferpi è lottare tutti insieme»

3 MINUTI DI LETTURA





piombino. «Aferpi, tra notizie confortanti, come l’aumento dell’attività produttiva e la convinzione che la rotta intrapresa dal sindacato è quella giusta per tentare di rigenerare quel lavoro perduto – ad intervenire la segreteria Fiom-Cgil provincia di Livorno che prosegue – La Fiom, ma pure la Fim e la Uilm, stanno andando nella direzione corretta».

Da una parte è importante, per la segreteria provinciale «la visione illuminata di politica industriale dell’ex ministro Carlo Calenda in sintonia con le attuali istituzioni, capace di attrarre un player di prim’ordine del comparto siderurgico. Dall’altra – si prosegue – è doveroso sottolineare la visione sindacale della Fiom: abbiamo avuto e abbiamo un ruolo da protagonisti. Capaci con responsabilità di convincere i lavoratori a battersi, talvolta in solitudine, per conquistare una nuova opportunità. Per questo la nostra categoria ha pagato un prezzo molto alto come la perdita di due rsu: delegati che sin da subito si sono mostrati distanti dalla linea Fiom. Rsu dimissionarie – si sottolinea –, che poi hanno creato un sindacato antagonista, pur di mantenere lo status quo sono arrivate a teorizzare il finanziamento pubblico al progetto di Rebrab. Sei mesi fa è iniziata una fase entusiasmante con tante aspettative e il solo obiettivo di rimettere in piedi una fabbrica praticamente morta. Fase complicata che apre ai lavoratori una serie di disagi che hanno bisogno di essere rappresentati ma anche governati. Un esempio? L’incapacità di garantire nell’immediato un numero sufficiente di turni per la mancanza di alcune figure di medio-alto profilo nel reparto laminazione ha reso necessario il ricorso allo straordinario per garantire la continuità produttiva. Quello delle rsu è un lavoro duro e difficile con pressioni fortissime: non tutti sono in grado di reggere. Chi si dimette però ha sempre torto, oppure “troppa ragione”, nel qual caso semplicemente non dovevano trovarsi lì. La Fiom gode di ottima salute – si dice ancora –. Il dibattito interno non manca. Le prossime sfide: creare il maggior numero di occasioni di rientro stabile nel ciclo lavorativo e spingere l’azienda a anticipare gli investimenti e in particolare la costruzione del forno e della colata continua per la produzione di acciaio».

«Serve – si conferma – unità d’intenti e fare sistema, certo senza abdicare ai diritti, ma con l’intento di lavorare per rivendicare e per costruire. Una linea politico sindacale sostenuta e confermata nel voto sul Contratto nazionale il cui consenso ha superato l’80% prima e dal congresso della Cgil dopo, che in provincia ha visto le tesi di maggioranza raccogliere quasi il 98%. Nessuna sponda a chi professa l’isolazionismo sindacale attraverso la demonizzazione delle altre sigle e la conseguente divisione dei lavoratori, forti dei risultati che vedono in ogni appuntamento democraticamente marginalizzata una linea sindacale asfittica, di retroguardia e politicizzata. Una linea che la storia si è presa cura di dimostrare fallimentare».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore