Marconi scuote il centrodestra I partiti sono con Gruppo 2019
Palombi (Forza Italia): «Un’esperienza civica per contrastare l’egemonia del Pd» Il candidato Bertini critica l’avvocato: «La sua è solo una lista di disturbo»
campiglia. «Nella vita bisogna essere quel che si è». Esordisce così l’avvocato Giovanni Marconi a chi contesta la sua disponibilità a scendere in campo alla guida di una lista di centrodestra come candidato a sindaco di Campiglia Marittima. Una candidatura alternativa ovviamente a quella di centrosinistra, che schiera Alberta Ticciati, ma soprattutto a Nicola Bertini per il Gruppo 2019.
«La mia proposta si rivolge alle persone che si riferiscono ai partiti di centrodestra e non condividono le alchimie politiche per cui i vertici di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia sostengono, quasi di nascosto, e propongono di votare un candidato sindaco che viene da Rifondazione comunista – afferma Marconi –. Io a tanto non ci arrivo ed è meglio perdere con onore che vincere con infamia. Non ho l’appoggio dei tre partiti di centrodestra ma credo di averlo dagli elettori che si riconoscono in quei valori».
Il responsabile di Forza Italia Gianluigi Palombi non ha nascosto il sostegno del suo partito al progetto del Gruppo 2019. «Lo appoggiamo in maniera convinta e non si tratta di una scelta di opportunità locale ma di una strategia politica che ha aperto ad esperienze civiche per contrastare l’egemonia del Pd – dice –. Facciamo un passo di fianco e non indietro, sapendo che costa comprensibilmente fatica a una forza politica rinunciare al proprio simbolo ma in questo caso, di fronte ad un obbiettivo più alto, appare necessario».
Non ha dubbi Nicola Bertini, candidato sindaco Gruppo 2019: «Vedremo se l’avvocato Marconi rappresenti o meno il centrodestra, certamente l’obiettivo della sua iniziativa è contrastare il Gruppo 2019. Lo dice in modo aperto, si vuol attaccare una lista civica trasversale che si è costituita, dall’estate scorsa, con l’obiettivo preciso di mandare a casa la disastrosa amministrazione del Pd sostituendogli un’alternativa seria di governo». Il candidato a sindaco Bertini si dice «affatto stupito che emergano di queste iniziative. Un sistema di potere forte e radicato nel tessuto sociale si è formato e corroborato nei decenni e i suoi rappresentanti si impegneranno per far sì che vengano presentate liste civiche di disturbo all’alternativa». E non risparmia colpi al Pd. «Dopo le primarie fallimentari sia per affluenza, sia per le divisioni interne prodotte, la dirigenza del Pd ha paura ed ha un’unica carta da giocare per sperare di confermarsi al governo: frammentare, dividere, moltiplicare le liste. Chi si presta più o meno consapevolmente a questo gioco fa l’interesse del Pd che comanda e che deve essere sostituito per il bene di un’intera comunità». E conclude: «Il Gruppo 2019 nasce per questo, non oggi, ma nell’estate 2018. Ha lavorato mesi per la costruzione del programma, ha scelto il proprio candidato sentendo individualmente tutti coloro che hanno deciso di aderire al Gruppo e ora si sta impegnando per costruire una lista di consiglieri inclusiva di tutte le aree sociali e politiche che vogliono cambiare amministrazione». —
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