Sicurezza
In studio la nuova mappa del mare “dedicato” ai delfini
Direttiva dell’Unione europea: associazioni, pescatori, esperti in sala consiliare su convocazione della Regione Toscana e dell’Osservatorio per la biodiversità
PIOMBINO. Delfini dal naso a bottiglia ospiti protettissimi di una vasta area al largo delle nostre coste che però anche qui ancora non c’è.
Proprio soprattutto alla tutela del cetaceo Tursiops truncatus, ovvero il tursiope (quello che conosciamo meglio perché è delfino più costiero, che si diverte con barche e diportisti restandone spesso vittima) sono dedicati sui nuovi Siti di interesse comunitario marini (Sic). In sala consiliare l’incontro anche con associazioni per la conservazione della natura, tecnici, amministratori e pescatori promosso dalla Regione e dall’Osservatorio toscano per la biodiversità. Da discutere, appunto, gli interventi su “Marine Strategy: ipotesi di perimetrazioni e misure”. Ancora più dubbi che accordi.
«Si tratta di un percorso condiviso, – dice Michele Bacci Wwf Livorno – quello di Piombino era il secondo step per l’individuazione di Sic a mare con focus sulla tutela dei tursiopi: come richiesto esplicitamente dall’Ue in una procedura Eu pilot del 2016. Il proposto Sic, con perimetrazione e regole – dice Bacci –, è stato individuato e la richiesta inoltrata. Ma i dettagli non possono esser resi pubblici fino a procedura perfezionata». Non è finita, anzi.
«Da valutare – ricorda Francesco Pampana a nome della pesca a strascico di Piombino – cosa si intende come Sic, se è come il Santuario dei cetacei che già esiste: balene e tartarughe tra traghetti e pescherecci. Se invece si intende interdire l’area alla pesca allora sarebbe un triangolo troppo grande tra Pietrasanta, Piombino e Capraia. I delfini ci sono e non devono temere le reti, ma i motoscafi. Mangiano pesci rompendo le reti, tirano via i tramagli, sono sempre in compagnia dei pescherecci».
«I pescatori – riprende Bacci (Wwf) sono legittimamente molto preoccupati dall’istituzione di una vasta area protetta. Ma è stato loro garantito, come unica limitazione, l’interdizione delle reti a strascico su praterie di posidonia e fondali coralliferi; divieto già esistente. Poi verranno formati su metodi di pesca meno impattanti. Siamo solidali con i pescatori, categoria di lavoratori che vive il mare molto più di altri. La flotta toscana è costituita in massima parte da imbarcazioni piccole da sotto costa, quelle che impattano meno e sono più compatibili con la tutela delle biodiversità marina». Spiega Roberto Bedini direttore dell’Istituto di biologia ed ecologia marina di Piombino: «Della quantità di questo mammifero marino nel Mediterraneo non è conosciuta una stima esatta – sottolinea –. Ma un altro problema emerso dal dibattito è proprio il monitoraggio successivo alla nascita del Sic, affidato alla Regione e agli organi competenti: capitaneria di porto, guardia costiera, guardia di finanza, carabinieri... che dovrà essere assicurato e continuo: essendo l’area così estesa si dovrà pianificare dettagliatamente».
Trasformando, a loro insaputa, questi delfini in un’altra bellezza (forse) da incontrare. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
