Sicurezza
Fanno esplodere bancomat e fuggono con 50mila euro
Il colpo messo a segno nella notte alla filiale Ubi Banca di via Indipendenza Indaga il commissariato di Piombino, si pensa a una banda di professionisti
VENTURINA. È sicuramente una banda di professionisti quella che alle 5 di notte del 27 febbraio fa saltare con il gas lo sportello bancomat della filiale Ubi Banca di Venturina Terme. Secondo le prime informazioni i malviventi sono riusciti a portare via 50.000 euro. Le indagini sono affidate al Commissariato di Piombino, sul posto anche gli agenti della scientifica.
Il botto e una nuvola di polvere e fumo. È ancora buio alle 5 del mattino. In strada lungo via Indipendenza non c’è ancora nessuno. Anche il bar vicino al civico 191, dove ha sede l’istituto di credito, è chiuso a quell’ora.
Un colpo fulmineo. Messo a segno da due malviventi, che riescono a far perdere le proprie tracce. In zona non ci sono impianti di videosorveglianza da cui acquisire immagini utili alle indagini. Neppure telecamere alle principali vie di accesso al paese. E l’unico occhio elettronico, quello puntato sullo sportello bancomat è neutralizzato dai ladri prima di entrare in azione.
Impossibile che il boato non sia stato avvertito da chi abita in zona. Stando alla ricostruzione della Polizia di Stato si è trattato di una potente deflagrazione. Un rumore sordo che ha squarciato il silenzio di via Indipendenza. Eppure, tra chi è spaventato e chi deve essere sentito in commissariato, nel tentativo degli inquirenti di raccogliere quanti più indizi utili a stringere il cerchio intorno ai due ladri, nessuno ha voglia di raccontare l’accaduto e la scena a cui ha assistito. Senti un botto ed è impensabile che l’istinto non guidi ad affacciarsi a una finestra per cercare di capire che cosa è accaduto. Tra l’altro l’onda d’urto dell’esplosione ha fatto scattare una serie di impianti di allarme in zona.
Sono in due ad agire. La prova è nelle immagini riprese dalla telecamera della banca prima di essere neutralizzata. Arrivano all’altezza della filiale a bordo di un’auto, di cui per ora non è stato fornito nessun dettaglio. Le indagini sono in corso. Gli inquirenti si stanno adoperando per risalire agli autori della furto.
Uno resta al volante e lascia il motore acceso. Non scende dall’auto. L’altro, con il volto coperto da un passamontagna, prima si premura di accecare l’obiettivo della telecamera di sorveglianza della banca. Poi entra in azione. Gesti rapidi e sicuri. Insomma, tutto fa pensare a dei professionisti di questo tipo di crimine. Del resto, è proprio la tecnica utilizzata per scassinare il bancomat che fa ritenere agli inquirenti che si tratti dell’opera di esperti.
Il malvivente avrebbe insufflato nello sportello dell’acetilene. Così all’interno della macchina si è creato un ambiente saturo di gas esplosivo. Poi ha innescato la deflagrazione, con un contatto elettrico. Contatto che sarebbe stato attivato dal malvivente da una distanza di una trentina di metri, secondo la ricostruzione degli inquirenti. Un’esplosione controllata, che ha creato ingenti danni alla struttura in cui è alloggiato il bancomat risparmiando le auto in sosta a ridosso della sede della filiale.
Poi, in fretta e furia, il ladro ha arraffato i cassetti con le banconote, per un valore di 50.000 euro. Il complice è già pronto a partire. I due fuggono in auto a tutta velocità. Con ogni probabilità imboccando la Variante Aurelia per far perdere le proprie tracce. —
M.M. e A.M.
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