Gioco
Una vita al servizio degli altri Addio all’infermiera Debora
Originaria di Suvereto, volontaria della Croce rossa, lavorava al 118 Ha lottato con coraggio restando al suo posto nonostante la malattia
Ieri mattina, prima di morire, ha chiesto di essere vestita con la divisa del 118. Dovrebbe bastare questo per capire chi era Debora Pacini: una guerriera, una donna che ha sempre affrontato con il sorriso la vita e il lavoro. In prima linea su entrambi i fronti: con un coraggio incredibile a sostenerla negli ultimi due anni, quando la malattia ne ha minato il fisico; con professionalità e dolcezza quando si trattava di assistere un paziente.
Debora da ieri non c’è più. L’ha piegata un male incurabile. Circondata dall’affetto dei familiari si è spenta all’ospedale di Piombino.
Infermiera del 118 di Grosseto, volontaria della Croce Rossa Italiana, una lunga esperienza operativa, Debora Pacini, originaria di Suvereto, aveva solo 48 anni. Una donna generosa, vocata agli altri. Chi l’ha conosciuta e apprezzata – come amica, collega, oppure docente ai corsi di formazione per volontari soccorritori – ieri era affranto.
Debora Pacini aveva iniziato l’attività di infermiera all’azienda ospedaliera universitaria di Siena, poi era stata trasferita al Sant’Andrea di Massa Marittima e infine al 118 del Misericordia di Grosseto, dove svolgeva attività di emergenza. Era tra i migliori formatori del personale sanitario e volontario, riuscendo a comunicare non solo la componente tecnica e operativa, ma anche la necessaria partecipazione emotiva, controllata. Vincenzo Groccia la ricorda con affetto: «Debora era una professionista attenta, scrupolosa. Aveva preso parte a un video che abbiamo realizzato su come si tratta l’ictus, dal primo intervento a casa del paziente fino al trasferimento in ospedale. Il video sarà parte integrante di un corso che si terrà al pronto soccorso e avremo piacere di farlo vedere e riguardarlo noi stessi. L’ultima volta che l’ho incontrata aveva avuto una ricaduta, ma ha continuato sempre a lottare. Noi che operiamo in sanità a volte non siamo avvezzi, pronti, a convivere con una malattia. Lei invece ha sempre affrontato il suo nemico con grande dignità». Belle parole arrivano anche da Nicola Draoli, presidente dell’ordine degli infermieri: «Credo che dobbiamo esserle grati per l’attaccamento al lavoro mostrato fino all’ultimo. Una professionista esemplare, che anche nel tempo libero si metteva a disposizione degli altri, attiva con la Cri di Follonica e di Castiglione della Pescaia». «Si era gravemente ammalata nel 2017 – ricordano Robusto Biagioni e il collega e amico Vanni Pastorelli, coordinatore infermieristico del 118 di Grosseto – ma dopo l’operazione a cui era stata sottoposta, nonostante le pesanti terapie, era rientrata al lavoro e qui con noi è rimasta fino a pochi giorni fa. La vedevamo lavorare per gli altri, consapevoli del livello di sofferenza che l’affliggeva senza mai indietreggiare di un passo». —
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