Sicurezza
«Un sondaggio telefonico usando anche il mio nome»
il caso
«Alcuni amici mi hanno segnalato che è in corso un sondaggio telefonico nel quale si chiede una preferenza per il prossimo sindaco di Piombino, mettendo le persone a scelta tra vari nomi, quello del sindaco uscente e altri, tutti di centrosinistra. Tra questi nomi c’è anche il mio». Martina Pietrelli, ex assessore Pd della giunta Giuliani, poi uscita sbattendo la porta, appare piuttosto infastidita da quanto accaduto.
«Ora non so chi ha commissionato questo sondaggio, anche se me lo posso immaginare. L’obiettivo ultimo mi sfugge, visto che siamo a marzo e che se veramente si voleva sondare l’elettorato forse andava fatto un po’ prima. Ma a parte questo, almeno il permesso di usare il mio nome avrebbero dovuto chiedermelo, non credete? Invece no, mi trovo in un sondaggio sul sindaco a mia insaputa. La cosa mi interessa - prosegue l’ex leader dei renziani nel Pd - fino a un certo punto, e non ne faccio certo una questione di vita o di morte. Vorrei solo chiarire pubblicamente, sia che io non c’entro nulla con questa iniziativa, sia che, nel caso decidessi di candidarmi a sindaco, non lo farei certo facendo fare un sondaggio a qualcuno che nemmeno si qualifica, per di più inserita in una rosa di nomi espressione di un gruppo dirigente politico e amministrativo dal quale le mie distanze sono da tempo note e, alla luce delle ultime scelte e prese di posizione sui problemi della città, ulteriormente aumentate».
Poi la “diffida” a usare il suo nome: «Quindi, chiedo cortesemente ai sondaggisti anonimi di astenersi da usare il mio nome in qualunque tipo di percorso stiano mettendo in piedi per trovare un candidato sindaco diverso da quello uscente. Nello stesso tempo, rassicuro tutti i miei amici che se mai prendessi decisioni strane, tipo quella di candidarmi a qualche carica pubblica, sarebbero i primi a saperlo, direttamente da me, in carne ed ossa e dalla mia voce». —
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