Il Tirreno

il caso 

Stop alle ambulanze per il 118 la protesta di 4 associazioni

Manolo Morandini
Stop alle ambulanze per il 118 la protesta di 4 associazioni

L’Azienda sanitaria congela la riorganizzazione dei servizi, dall’1 marzo lo sciopero di Croce rossa di Venturina, San Vincenzo, Suvereto e Misericordia Campiglia

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Alzano la voce. Pronti a una protesta inedita e con inevitabili ricadute sulla rete dell’emergenza urgenza in Val di Cornia. «Dal primo di marzo, fatte salve le turnazioni con ambulanza con medico a bordo, manterremo l’operatività relativamente alle sole prestazioni richieste dai cittadini, ma non metteremo a disposizione i nostri automezzi per i servizi richiesti dalla centrale operativa 118, sia per le emergenze che per i servizi ordinari». Parlano a una sola voce i presidenti dei comitati della Croce rossa locali Maurizio Landi (Venturina), Daniele Bettini (San Vincenzo) e Fausto Micheli (Suvereto) insieme al governatore della Misericordia di Campiglia Renzo Panetti.

A scatenare la presa di posizione è «l’ennesimo rinvio a data imprecisata del riassetto del sistema di emergenza-urgenza della Val di Cornia, che l’azienda Asl Toscana Nord Ovest aveva invece a più riprese garantito, anche in sedi istituzionali come la Prefettura, come prossimo e imminente». E in scia a questo il prolungato silenzio, a dieci giorni dall’invio della lettera congiunta con cui esprimono il loro disagio, del direttore generale dell’Azienda sanitaria Mauro Maccari, del direttore della Centrale operativa 118 Pisa-Livorno Paolo Tognarelli, dell’assessore al Diritto alla salute della Regione Toscana Stefania Saccardi. Silenzio che fa il paio con quello dei sindaci Rossana Soffritti di Campiglia Marittima, Alessandro Bandini di San Vincenzo e Giuliano Parodi di Suvereto.

È del 7 febbraio l’ennesima fumata nera al tavolo tecnico locale in cui doveva essere definita la turnazione tra le associazioni «mentre a quello regionale erano state date conferme e rassicurazioni in tal senso a tutte le delegazioni provinciali delle associazione di volontariato presenti che avevano anche sottoscritto un accordo sulla ripartizione dei servizi», scrivono i quattro rappresentanti delle associazioni pronte a scendere sul piede di guerra. Il tema sono le convenzioni per la prontezza operativa delle ambulanze, senza il medico a bordo, tra l’Azienda Usl Toscana Nord ovest e alcune associazioni. Obiettivo: aggiungere maglie alla rete dell’emergenza sul territorio. Non si toglie nulla, semmai si aggiunge qualcosa. Cioè la certezza per la centrale del 118 di avere la garanzia di un mezzo in pronta partenza in zone dove fino ad oggi dipendeva dalla disponibilità dei volontari.

«Questo incomprensibile e reiterato rimpallo della questione, che pareva più che risolta con la sottoscrizione del citato accordo, e la ingiustificabile riapertura di trattative al ribasso per le nostre associazioni, sollevano più di un legittimo dubbio sull’indipendenza della Asl da certe associazioni, e uno spregio alla nostra disponibilità e che ha finora dimostrato: una inaccettabile mancanza di rispetto verso chi assume da sempre il proprio ruolo nel volontariato, con autentico spirito di servizio».

Che cosa è successo? «Abbiamo appreso che unilateralmente sia stato richiesto un ulteriore accordo alle associazioni solo perché una di queste ha accampato pretese non previste dal piano regionale precedentemente sottoscritto. Questo comportamento dell’azienda Asl fa passare il messaggio che esistano associazioni di serie A e altre di serie B». Il riferimento è alla Misericordia di San Vincenzo che rispetto ai termini dell’accordo in cui le si assegna un turno di 12 ore in cui garantire un mezzo in pronta partenza, le altre 12 sono coperte dalla locale Croce rossa, ha chiesto di passare a 18 ore. E così dall’Asl è arrivata la richiesta alle associazioni di rivedere l’accordo.

«Un insulto a chi, con buona volontà, e sempre iscrivendo la propria azione nel binario della correttezza e del vivere civile, non è mai incorso in contestazioni né in merito agli adempimenti della Legge 25/2001 né con comportamenti non consoni al rispetto della convenzione – dicono – Le nostre associazioni sono pronte, secondo le modalità previste dall’accordo trovato al tavolo regionale, a iniziare il servizio come concordato, nel nuovo piano di riassetto voluto dalla Asl. Tale incomprensibile e inaudito comportamento da parte dell’azienda, ci obbliga, nostro malgrado, a una decisione mai presa prima e che andrà purtroppo a scapito della popolazione». Le ricadute della protesta? Nei tre comuni dall’1 marzo le quattro associazioni non forniranno più ambulanze per l’emergenza e neppure i mezzi per i trasferimenti da Villamarina ad altro ospedale o in caso di dimissioni. Cioè i servizi richiesti dalla centrale operativa 118. —

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di Redazione web