Sicurezza
I 5 Stelle accusano «Procedura illegittima per il parco eolico»
PIOMBINO. Dubbi sulla legittimità della procedura con cui si è data via libera alla realizzazione del parco eolico “Foce di Cornia”. Se confermati, si configurerebbe un motivo di nullità dell’iter che ha già portato all’avvio dei lavori con cui la ditta Fera conta entro maggio di iniziare la produzione di energia mediante sei aereogeneratori con pale da 120 metri di diametro, altezza 180 metri. Progetto molto contestato.
Le valutazioni sono del movimento Cinque stelle che ne ha ricavato domande rivolte al sindaco Massimo Giuliani. Lo strumento è quello dell’ordine del giorno, in scaletta nel prossimo consiglio comunale fissato per domani.
Per semplificare, nel testo si ricorda che l’area da un punto di vista urbanistico non avrebbe consentito l’installazione del parco e che per ovviare al problema si è resa necessaria una variante. Per accelerare i tempi la Regione ha seguito la prededura della variante contestuale, come quella a cui si è ricorsi per Wecologistic. In questo modo i richiedenti hanno potuto ottenere contemporaneamente titolo urbanistico e Autorizzazione integrata ambientale. Ecco il punto. Documenti alla mano, in particolare il Tuel (Testo unico enti locali) i Cinque stelle ritengono il parere del consiglio comunale indispensabile. Vincolante. «All’articolol 42, - affermano - il Tuel attribuisce espressamente all’organo consiliare rappresentativo anche delle minoranze, la competenza ad adottare sia gli atti di programmazione economica che quelli di pianificazione territoriale e urbanistica».
«In realtà il parere lo ha epresso solo la giunta, ed è stato uno degli ultimi atti dell’esecutivo Anselmi», commentano i Cinque stelle a margine del testo ufficiale del loro ordine del giorno.
Per Wecologistic invece, il passaggio del parere del consiglio comunale c’è stato. «Lì - dicono - i problemi sono diversi e li abbiamo espressi a suo tempo. È stato in quella occasione che ci siamo riletti il Tuel domandandoci di conseguenza perché, nel caso del parco eolico, si sia deciso di saltare il parere del consiglio».
Il gruppo consiliare ipotizza un vizio di forma che, certificato, potrebbe avere conseguenze sullo sviluppo dell’operazione.
«I numeri per approvare l’atto ci sarebbero stati anche nella consigliatura di Giuliani. Invece - concludono i Cinque stelle - si registrano due modi di agire diversi di fronte alle solite procedure previste per le varianti contestuali». —
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