Sicurezza
Arrivederci Saigon sfida Moretti nella corsa al David di Donatello
La candidatura del film che mescola gli Orti Bottagone alle paludi vietnamite Per conoscere il verdetto bisognerà aspettare la cerimonia del 27 marzo
piombino. Viviana Tacchella contro Nanni Moretti. “Arrivederci Saigon”, il film che racconta l’incredibile storia vera di cinque sedicenni piombinesi finite nel Vietnam del 1968 per confortare i soldati americani al fronte suonando soul e rhythm and blues, è entrato nella cinquina dei candidati al Premio David di Donatello.
Così il nome di Piombino compare sul sito del David accanto ai grandi nomi del mondo del cinema e il film di Wilma Labate interpretato da Viviana Tacchella e Rossella Canaccini sfiderà il favorito “Santiago, Italia”, la nuova opera di Nanni Moretti, e altri tre documentari prestigiosi come “Friedkin uncut”, il ritratto di un genio del cinema come William Friedkin girato da Francesco Zippel, “L’arte viva di Julian Schnabel”, ultima fatica firmata da Pappi Corsicato, e “La strada dei samouni” di Stefano Savona. Dopo essere stato applaudito alla Mostra del Cinema di Venezia, “Arrivederci Saigon” ha avuto un’accoglienza calorosa da parte del pubblico e grande successo di critica, ma aver superato tutte le selezioni di quello che è considerato l’Oscar italiano segna un traguardo davvero invidiabile. Su 113 titoli iscritti, la Commissione giudicatrice, formata da Pedro Armocida, Stefania Ippoliti, Guido Albonetti, Osvaldo Bargero, Raffaella Giancristofaro, Paola Jacobbi e Giacomo Ravesi (a Sanremo la chiamerebbero una giuria di qualità), aveva dichiarato di essere passata attraverso «un processo sofferto e dibattuto», dati l’alto valore e l’interesse dei film candidati, già per arrivare alla prima preselezione di 15 titoli.
Ora il film che mescola Piombino a Saigon, gli Orti Bottagone alle paludi vietnamite, la black music ai bombardamenti, ha superato anche l’ultima fase eliminatoria, sbaragliando concorrenti di primissima fila, in un’annata, secondo la Commissione di selezione, particolarmente ricca, che «dimostra la vitalità stilistica e tematica del documentario italiano contemporaneo». Merito sicuramente dei pregi tecnici della regia, della fotografia e del montaggio, della carica trascinante delle musiche d’epoca, ma anche della freschezza delle protagoniste Viviana Tacchella, Rossella Canaccini e Daniela Santerini, le “Stars” di allora, capaci oggi di raccontarsi con affabilità e naturalezza, cercando di rievocare le sensazioni provate a quel tempo.
La storia di una band di ragazze diretta da una regista risulta perfettamente in linea con le scelte dei David di Donatello 2019, che sembra aver guardato con particolare interesse ai talenti femminili, visto che tra i candidati per la migliore regia ci sono due donne: Valeria Golino con “Euforia” e Alice Rohrwacher con “Lazzaro felice”. Per conoscere il verdetto, bisognerà aspettare mercoledì 27 marzo: la premiazione, presentata da Carlo Conti, sarà trasmessa in diretta da Rai1 alle 21,30. —
Fabio Canessa
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