Gioco
Rimateria, i privati chiamati a un tavolo
Dai sindaci mandato a Del Seppia: inviti i rappresentanti di Unirecuperi e Navarra a trovare una composizione bonaria
Il buonsenso prima del diritto. L’auspicio dei sindaci Massimo Giuliani (Piombino) e Rossana Soffritti (Campiglia Marittima) è di superare l’empasse che sta congelando la vendita del secondo lotto relativo al 30% delle azioni di Rimateria. Lo si è deciso nell’assemblea Asiu, dando mandato al commissario liquidatore Barbara Del Seppia di provare a far sedere le controparti a un tavolo. Cioè i rappresentanti e legali di Unirecuperi Srl e Navarra Spa.
«I soci mi hanno chiesto di aprire un tavolo di confronto tra le parti per vedere di uscire da questo empasse – afferma Del Seppia –. Ho già provveduto a scrivere alle società, indicando due possibili date. Sono in attesa di una loro conferma. Presumo che la disponibilità a un confronto ci sia. Insomma, ho dato corso a quello che è il mandato della proprietà. E tra l’altro è una decisione di buonsenso, perché in ogni situazione di scontro è bene prima tentare una ricomposizione».
Il nodo del contendere. Unirecuperi non vuole solo il 30% di Rimateria, bensì la maggioranza assoluta della società, e cioè il 60%. Vale a dire quell’ulteriore 30% che si aggiudicato il gruppo Navarra e che ora ritorna in discussione. Unirecuperi ha esercitato il diritto di prelazione su questo secondo lotto azionario. Cioè l’acquisto allo stesso prezzo offerto da Navarra. Lo prevede l’articolo 9 dello statuto di Rimateria Spa. Eppure, la questione sul piano giuridico è tutt’altro che scontata.
Le polemiche non mancano. Al piano industriale di Rimateria si oppone un largo fronte. In particolare, non convince l’ampliamento della discarica. Ma quel che è certo è che l’empasse dell’assetto sociale potrebbe avere ricadute sul piano industriale e i relativi tempi di attuazione. L’operazione di vendita delle quote azionarie, oltre che a ripianare i debiti Asiu, è finalizzata infatti al piano industriale di Rimateria che prevede la riqualificazione ambientale, il riciclo e smaltimento in sicurezza dei rifiuti non recuperabili nelle discariche di Ischia di Crociano. Si tratta di aprire la compagine sociale a partner in grado di portare le necessarie competenze industriali. Competenze da mettere in campo su un’area di 58 ettari. Qui si trovano la discarica Asiu/Rimateria, gestita e controllata in sicurezza. La vecchia discarica Lucchini che è esaurita. Una terza chiamata ex-Lucchini, ancora da esaurire. E la LI53 che è totalmente abusiva. Il ministero dell’Ambiente ha ordinato la messa in sicurezza, approvando il progetto di Rimateria nell’ottobre del 2017 per gestire e trattare circa 300.000 tonnellate di rifiuti provenienti dalle acciaierie.
«La procedura di cessione dei due pacchetti azionari è stata fatta nel rispetto pieno degli indirizzi stabiliti nelle delibere approvate dai consigli comunali – sostiene Del Seppia –. E la volontà dei Comuni è sempre stata chiara, due soci privati ciascuno con una quota del 30%». —
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