Sicurezza
Tre pensionati e un’operaia tra i raggirati con i diamanti
Cinque i casi accertati in Val di Cornia, ma la stima è che le vittime siano decine Gli avvocati Brogioni e Valenziano: «Probabilmente la questione si allargherà»
venturina. Soldi in cambio di diamanti. L’acquisto dei preziosi proposti dalle società Idb Intermarket Diamond Business e Dpil Diamond Private Investment sarebbe stato indicato dalle stesse banche come affare conveniente. Ma poi si è scoperto che la merce potrebbe essere stata sovrastimata e le quotazioni gonfiate. Ciò significa che i diamanti varrebbero parecchio meno di quanto sono stati pagati dai risparmiatori. Tutto ciò riguarda da vicino anche la Val di Cornia. Ventimila euro risulta la cifra investita con maggior frequenza, ma c’è anche chi avrebbe speso molto di più. Sono diversi i risparmiatori che si sono rivolti agli avvocati del territorio per capire che cosa sia meglio fare adesso. Lo studio legale Brogioni di Venturina e lo studio legale Valenziano di Piombino, per esempio, stanno seguendo cinque clienti, ma dicono che il fenomeno è più vasto.
La stima è che in Val di Cornia ci siano diverse decine di casi. «Probabilmente la questione si allargherà, anche perché abbiamo già ulteriori appuntamenti fissati e molte persone ci hanno chiesto informazioni», racconta Matteo Brogioni. Per adesso i due avvocati seguono quattro persone residenti a Venturina e una che abita a Piombino. Si tratta di tre pensionati, un’operaia e un professionista, che hanno effettuato un investimento medio di circa 20mila euro in banche del territorio.
«Sono persone che si trovano senza diamanti (finiti sotto sequestro ndr) e senza i soldi che hanno investito», sottolinea Simone Valenziano. «Tra tutti i casi che abbiamo trattato fino a ora, ce n’è solo uno in cui la persona coinvolta ha fisicamente con sé i propri diamanti – afferma Brogioni – Ed è così perché aveva chiesto di averli nelle proprie disponibilità, senza lasciarli nei depositi delle due società coinvolte. Ma, comunque, potrebbero valere molto meno di quanto li ha pagati».
In Val di Cornia, per quanto hanno avuto modo di appurare i due avvocati, la maggior parte di quanti sostengono di essere stati raggirati abita a Venturina Terme e si tratta soprattutto di persone a basso o medio reddito. Per quanto riguarda il da farsi, Valenziano sostiene che «chi ha acquistato i diamanti della società sottoposta a fallimento, la Idb, ha tempo fino all’8 marzo per insinuarsi al passivo al fine di rivendicarli. I tempi sono stretti e i cittadini devono saperlo. Per quanto riguarda i risarcimenti, d’altra parte, la nostra idea è quella di portare avanti un confronto con le banche locali coinvolte».
Ricordiamo che tutto ciò deve essere inserito in un contesto territoriale più ampio. Dopo una lunga indagine la Guardia di finanza ha compiuto un sequestro preventivo, disposto dal giudice delle indagini preliminari su richiesta dei pubblici ministeri, che ha riguardato complessivamente 700 milioni di euro a carico di Idb Intermarket Diamond Business, Dpil Diamond Private Investment, Banco Bpm, Banca Aletti, Unicredit, Intesa San Paolo e Mps. I sequestri sono inseriti nell’inchiesta aperta dalla procura milanese per le ipotesi di reato di truffa aggravata e autoriciciclaggio. Sembra che le vendite di diamanti gonfiati siano andate avanti dal 2012 al 2016, è stato poi il fallimento della Idb, a gennaio, a portare alla luce alcuni documenti che hanno permesso di identificare le società e gli istituti di credito coinvolti nella faccenda. Una questione, quella della presunta truffa ai danni dei risparmiatori, che riguarderebbe anche molti investitori della Val di Cornia. —
Claudia Guarino
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