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Attacco ai liceali: «Siamo stati oggetto di campagna d’odio»
piombino. Alla fine l’accaduto finisce nella categoria delle incomprensioni. Nessuno ha interesse ad alimentare il conflitto. Eppure, il Collettivo studentesco è ben consapevole di essere finito sotto il tiro incrociato di alcuni esponenti del Comitato salute pubblica. La loro colpa? Protestare sui temi della scuola. Lo faranno il 22 febbraio scendendo in piazza, così come in un’altra cinquantina di realtà su scala nazionale. E proprio in vista dell’appuntamento la sera del 19 febbraio hanno organizzato un’assemblea aperta alla città (nella foto), al Centro giovani.
L’attacco è sui social. Sul gruppo facebook “Super partes Val di Cornia”. E per il Collettivo studentesco si spreca più di una definizione. Gli si dà degli strumentalizzati: “Zombie asserviti al Pd”. Si bollano come “sinistrati”. Insomma, il piano è quello della denigrazione dell’interlocutore. A tirare il freno e riportare al senso di realtà una discussione nettamente fuori tema ci pensa il sindaco di Suvereto Giuliano Parodi, che tra l’altro ha preso parte all’assemblea del 19 febbraio. E con lui altri esponenti del consiglio comunale di Piombino e la sindaca di Campiglia Marittima Rossana Soffritti.
Il sindaco Parodi dopo aver letto la sfilza di giudizi non nasconde di essere inorridito e prova a riportare il tutto dentro ai giusti binari. «I ragazzi del Collettivo studentesco hanno fatto assemblea per spiegare le ragioni dello sciopero e hanno invitato amministratori e forza politiche – scrive su facebook Parodi – Io sono andato e ho visto dei ragazzi molto preparati che hanno illustrato criticità nazionali e locali della scuola”. E ancora: “Invece di insultarli li ho esortati a ribellarsi ogni volta che il loro futuro e i loro diritti sono messi in discussione. Per vincere le battaglie c’è bisogno di tutti e non esistono lotte più importanti di altre».
Il Collettivo prova ad archiviare, ma senza rinunciare a qualche puntualizzazione. «Siamo stati oggetto di una campagna d’odio, di una gogna mediatica senza precedenti. Ci hanno detto che siamo controllati dai partiti: guardateci in tasca, nessuna tessera». E ancora: «Ci hanno detto che siamo dei disinteressati di tutto il resto, che manifestiamo solo per andare contro: perché non si ricordano che se non fosse stata per la partecipazione degli studenti, tante manifestazioni, dalla fabbrica alla discarica, sarebbero state un fiasco? Perché ci vedono solo come numeri da sbandierare alle loro manifestazioni e come un problema se vogliamo esistere autonomamente? La risposta a tanti perché la sappiamo bene: perché non siamo come chi ci accusa». —
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