Il Tirreno

ferrini (spirito libero) 

«Sul porto il Comune è fermo, serve un’accelerazione»

Stefano Ferrini

Il gruppo consiliare chiede alla giunta un cambio di passo  sulla diversificazione economica «Non è uno slogan buono  solo in campagna elettorale»

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Un ordine del giorno da discutere nel prossimo consiglio comunale per «fare chiarezza» e «spingere una amministrazione comunale che, almeno dall'esterno, appare ferma ed in attesa» sulle questioni del porto e della diversificazione economica. È quanto hanno presentato l’ex vicesindaco Stefano Ferrini e il capogruppo di Spirito Libero Daniele Massari, che invitano il Comune di Piombino a chiedere una convocazione urgente dei tavoli con tutti gli enti interessati alla questione porto «per imprimere una accelerazione indispensabile per un’infrastruttura che da volano di sviluppo – dice Ferrini – rischia di essere una cattedrale nel deserto. La diversificazione economica non può essere uno slogan buono solo in campagna elettorale, occorre perseguirla in ogni momento con tutti gli strumenti possibili se vogliamo dare sviluppo a questa città».

Secondo l’ex vicesindaco del Comune di Piombino uscito dalla giunta, il porto «ha enormi potenzialità, sul quale sono state spese svariate centinaia di milioni da parte della Regione Toscana ed ancora non riusciamo ad avere i risultati in termini di nuove imprese e relativi nuovi posti di lavoro che ci attendevamo».

Ferrini cita il bisogno di traffici, proprio di imprese che lavorano nel porto, come la Compagnia Portuali, le agenzie marittime o i Piloti. «Dopo la firma dei protocolli di intesa del 30 novembre tra Regione, Comune, Autorità portuale e le aziende Piombino Industrie Marittime (PIM) e General Electric (BHGE) – spiega Ferrini – con i quali si individuavano anche gli strumenti per mettere in piedi tutte le azioni necessarie per far partire gli investimenti indicando tempi e ruoli certi tra i vari soggetti protagonisti, tutto appare nuovamente fermo. Si legge dai media locali che Pim partirà, non a febbraio ma probabilmente a giugno, ma non si capisce di chi siano le responsabilità di tale ritardo che si somma a quello di oltre due anni dopo che fu deliberata l'anticipata occupazione da parte dell'Autorità portuale. Su BHGE invece non si hanno notizie».

Ferrini ricorda che quando era assessore anche «altre imprese di vari settori avevano manifestato la loro volontà di insediarsi sul territorio utilizzando il porto ed i suoi servizi ma ad oggi, almeno da quello che si può leggere, non abbiamo notizie al riguardo».

Per questo l’ex amministratore chiede se «i tavoli tecnici e politici individuati dai protocolli di intesa per monitorare la situazione ed affrontare rapidamente le problematiche che possono emergere sono stati dunque attivati? – domanda – Ad esempio, sul tema dei sottoservizi (energia, acqua, telefonia, ecc.) si è finalmente chiarito chi debba far cosa ed entro quando e le esigenze tecniche delle imprese sono state prese in considerazione dai tavoli e si è impostato un piano per affrontarle, oppure siamo ancora a tre mesi fa? Chiediamo chiarezza». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa