Il Tirreno

san vincenzo 

Scassinate 8 slot machine, furto da 13.000 euro

Manolo Morandini
Scassinate 8 slot machine, furto da 13.000 euro

Colpo nel bar da Pippo: forzano un entrata secondaria e neutralizzano l’allarme. Sul caso indagano i carabinieri

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. Ladri incappucciati svuotano le slot. Scassinano otto macchinette e due cambiamonete all’interno del bar da Pippo, in piazza Roma, a San Vincenzo. Un furto da circa tredicimila euro su cui indagano i carabinieri. «Chi ha agito si è mosso come se conoscesse perfettamente i locale e il sistema di allarme e videosorveglianza interno». Non ha dubbi Giuseppe Procopio che coadiuva la moglie, Franca Gori, nella gestione del locale.

Sono le 2,56 del 18 febbraio e il locale è chiuso. Nessuno è presente all’interno. A raccontare i passaggi è una telecamera di videosorveglianza, che immortala tutto. Almeno fino a quando non viene accecata dai ladri. «Non potevano muoversi con tutta quella sicurezza che si vede dal filmato se nel bar non avessero mai messo piede – sottolinea Procopio –. Ho il sospetto, fondato, che dietro al furto ci siano le indicazioni di qualcuno che frequenta il nostro bar. E che magari abbia anche fatto da palo».

È notte fonda. Alle 2,50 nell’immagine fissa che riprende la sala in cui sono installate le slot irrompe uno scintillio. «Stanno tagliando i lucchetti che chiudono la porta sul retro con una mola», ricostruisce Procopio. Il colpo viene messo a segno sfruttando l’ingresso secondario. È sul retro dell’edificio, che affaccia su via Matteotti. E riparato dalla scarpata della ferrovia. I fotogrammi scorrono sul video. Si vede spostare un cambiamonete. E poco alla volta nell’inquadratura irrompe un uomo incappucciato. Avanza strisciando sul pavimento. «Deve conoscere la posizione della cella dell’allarme volumetrico». La conferma arriva in una manciata di secondi. Lentamente il malvivente fa scorrere la porta che esclude la stanza delle slot dal resto del locale. «Così ha neutralizzato il sistema di rilevamento che avrebbe fatto scattare l’allarme».

L’uomo ha in mano un piede di porco. C’è l’occhio elettronico a documentare l’azione. Ma è solo una questione di tempo. Incappucciato, con il volto coperto da un passamontagna nero, punta sull’obiettivo il faro di una torcia. Raggiunge la videocamera e la mette fuori uso. Dopo ci si può solo affidare all’immaginazione per ricostruire il furto. «Sicuramente erano più di una persona altrimenti non avrebbero avuto il tempo di scassinare tutte le macchinette in un’ora e mezzo». Il signor Procopio lo afferma a ragion veduta. «Alle 4, 45 è arrivata la nostra dipendente per aprire il bar – dice –. I ladri devono aver sentito che ha disattivato l’allarme dall’esterno e sono fuggiti dal retro». Nessuna traccia dei malviventi.

Una manciata di minuti e sul posto arriva una pattuglia del nucleo radiomobile dei carabinieri di Piombino. Si prova a ricostruire l’accaduto. Vengono raccolti indizi e testimonianze. Oltre ai soldi spariti dalle casse delle macchinette è ancora in corso la conta dei danni al locale. La signora anziana che abita al piano di sopra non ha avvertito nessun rumore sospetto. E chissà se le immagini della videosorveglianza installata dal Comune sui principali accessi del paese potranno fornire elementi utili. —



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