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Meno Comuni e tasse ridotte per rilanciare la Val di Cornia

Claudia Guarino
Meno Comuni e tasse ridotte per rilanciare la Val di Cornia

La Cna mette a disposizione dei futuri sindaci le proprie idee e proposte Il direttore provinciale Valtriani: «Siamo stufi di sentire promesse poi disattese»

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PIOMBINO. «Siamo stufi di sentire promesse che vengono poi, puntualmente, disattese – ha detto Marco Valtriani, direttore generale di Cna Livorno - Per questo abbiamo deciso di presentare ai candidati sindaci un documento elettorale contenente le nostre idee per le imprese del territorio».

Accorpamento dei Comuni, riduzione del carico fiscale, miglioramento delle zone artigianali e snellimento della burocrazia. Ma anche revisione del sistema di appalti, realizzazione di infrastrutture e lotta al lavoro nero. Le proposte che riguardano la Val di Cornia sono molte e sono state presentate lunedì dal nuovo presidente di Cna Val di Cornia Diego Nocenti, il quale ha esposto le idee delle imprese durante una conferenza alla quale hanno partecipato anche alcuni primi cittadini e candidati sindaci di Piombino, Campiglia, Suvereto e San Vincenzo.

«La relazione di Nocenti diventerà poi un documento elettorale», ha spiegato Valtriani. Per un contesto di crisi complessa come quello della Val di Cornia, nello specifico, Cna chiede alla politica di «riflettere su eventuali futuri accorpamenti in nome della semplificazione», così da poter puntare a una migliore programmazione territoriale. La proposta, dunque, è quella di pensare a un unico Comune che copra l’intero territorio della Val di Cornia. C’è poi la questione delle tasse, con «aliquote Tari e Imu da ripensare – ha detto Nocenti – L’Imu, ad esempio, non può prescindere dalla diversità che i valori catastali hanno a seconda delle zone. Tutto ciò, inoltre, deve essere inserito nel contesto di una pressione fiscale che, nel caso di Piombino, è pari al 61,9% del reddito d’impresa».

Ma i futuri amministratori, secondo Cna, dovranno occuparsi anche della riqualificazione delle zone artigianali. «Le imprese di Montegemoli, a Piombino, ad esempio, chiedono una maggiore connettività – ha affermato Nocenti - quelle che si trovano alla Monaca, a Venturina, domandano invece principalmente una riduzione della Tari, mentre quelle di San Vincenzo hanno bisogno soprattutto di maggior decoro urbano». Tutto ciò, secondo Cna, deve essere accompagnato da cambiamenti nell’ambito degli appalti, perché «le stazioni appaltanti locali hanno aumentato gli importi delle gare, rendendo difficile la partecipazione di molte imprese del territorio. È possibile spacchettare gli appalti per adottare procedure negoziate e invitare almeno il 50% di imprese locali». Oltre a ciò Cna si è concentrata su temi territoriali considerati di primaria importanza. «Ci sono imprese che, per iniziare le attività, attendono il completamento delle opere a banchina sul porto di Piombino. Crediamo che il progetto del porto della Chiusa possa essere vera linfa economica. Perché, dunque, non creare una sinergia sul territorio allargando anche il porto di Salivoli?». —

Claudia Guarino

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