Il Tirreno

RIMATERIA/2 

Cinque stelle alla giunta «Dica come rispetterà il mandato del consiglio»

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PIOMBINO. «Privatizzazione della discarica: i grandi risultati dei "capaci"». In prima battuta i Cinque stelle usano l’ironia per tornare sull’argomento Rimateria. Subito dopo sottolineano «La sciagurata volontà di privatizzarla e di consentire la costruzione di una nuova enorme discarica. Due elementi che confermano la mancanza di rispetto della maggioranza verso i cittadini e di scarsa capacità di difesa del bene comune».

Il Movimento sottolinea in una nota che dopo il rifiuto opposto alla richiesta del referendum sulla privatizzazione e sulla scelta di creare la nuova discarica, due elementi non presenti nelle linee programmatiche su cui il sindaco era stato eletto, «siamo arrivati al punto di vedere concretizzarsi il rischio di una partecipazione azionaria maggioritaria da parte del socio privato che già oggi controlla la commercializzazione degli spazi in discarica».

Nella nota si contestano alcune dichiarazioni ufficiali del Comune. Queste: «La concentrazione in un unico soggetto dell’intera quota del 60% di azioni alienate, non solo non è mai stata nemmeno ventilata, ma appare addirittura idonea a modificare in profondità la visione strategica espressa del consiglio comunale».

Una dichiarazione a cui il movimento ribatte: «Ma questi professionisti della politica leggono gli statuti, le leggi, i dispositivi che loro stessi scrivono e approvano? Sono proprio quelle norme ad aver lasciato aperta la strada per quanto oggi Unirecuperi rivendica. Insomma, se invece di avere due soci privati al 30% ciascuno, Unirecuperi e Navarra, e un 40% in mano pubblica, si arriva ad avere un solo socio privato con il 60% e uno pubblico con il 40%, avremo una situazione che non è legittimata né dal voto dei cittadini sul programma del sindaco, né da quello del consiglio comunale. Eppure tutto questo era possibile perché l'art.9 dello statuto di Rimateria prevede proprio la possibilità dell'esercizio della prelazione».

Da qui la domanda alla giunta su cosa intenda fare per rispettare il mandato del consiglio comunale ed evitare che un unico socio privato abbia la maggioranza delle quote azionarie». —



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