Gioco
Commissione visita Rimateria e accusa: situazione regolare soltanto dal 2016
Piombino, per il presidente Giannarelli (M5S) disastrosa «la gestione precedente». Alla fine di febbraio l’audizione dell’assessore regionale all'Ambiente Fratoni
«Almeno fino al 2016 è stato chiuso più di un occhio in merito a quella discarica e solo dopo si è iniziato a fare qualcosa, anche su spinta della diffida della Regione Toscana e dell’intervento della Procura della Repubblica». Così il presidente della Commissione regionale di inchiesta sulle discariche e sul ciclo dei rifiuti Giacomo Giannarelli (M5S). Una mezza sentenza che arriva in scia alla visita agli impianti di Rimateria della Commissione, nel pomeriggio del 18 febbraio.
«È positivo che per la prima volta si faccia un intervento organico in un’area dove la presenza industriale è da sempre stata così rilevante – sostiene Giannarelli –. Rimangono molte questioni aperte, sulle quali è necessario fare chiarezza». In commissione sarà audita l’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni. C’è già una data, il 27 febbraio.
«Si registrano novità e passi in avanti significativi: gli interventi di copertura ne sono un esempio tangibile e concreto – ha aggiunto il vicepresidente Francesco Gazzetti (Pd) –. Il lavoro non si ferma ed è importante che continui fino agli obbiettivi prefissati. Il ruolo della Regione è fondamentale e lo sarà anche in relazione ai progetti che ci sono stati presentati e che saranno seguiti con l’attenzione che meritano».
All’incontro hanno partecipato anche la consigliera Monica Pecori (Toscana per tutti) e il presidente della Commissione Territorio ed ambiente Gianni Anselmi (Pd). A fare gli onori di casa la presidente di Rimateria Spa, Claudia Carnesecchi, e il direttore Luca Chiti. Giannarelli conferma la «necessità di completare la chiusura della discarica». E sottolinea «il difficile equilibrio tra legittime aspettative di chi abita nella zona e quelle dei distretti produttivi toscani che hanno necessità di smaltire i rifiuti». Nessun riferimento è stato fatto alla questione delle ultime ore. Quella legata all’assetto societario e alla cessione del secondo pacchetto azionario del 30%.
Nell’area di Ischia di Crociano ci sono quattro discariche, su un’area di circa 58 ettari. Una è la discarica Asiu/Rimateria, gestita e controllata in sicurezza. La seconda è la vecchia discarica Lucchini ed è esaurita. La terza è la cosiddetta discarica ex-Lucchini, ancora da esaurire. La quarta, chiamata LI53, è totalmente abusiva e su di essa il ministero dell’Ambiente ha ordinato la messa in sicurezza, approvando il progetto di Rimateria nell’ottobre del 2017.
Nel passaggio piombinese la Commissione regionale ha incontrato anche una rappresentanza del Comitato salute pubblica. Ha preso atto dei problemi ambientali che le sono stati rappresentati. «Nei limiti di quelli che sono le nostre competenze – conclude il presidente Giannarelli – faremo un approfondimento sulla necessità di fare dei carotaggi nella discarica». —
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