Il Tirreno

l’incontro al mise su aferpi 

Uglm vuole chiarezza sul piano da 50 milioni per bonificare la falda

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PIOMBINO. «La sospensione dell’attuale ammortizzatore (cigs per area di crisi) da parte del Ministero è stata motivata dal fatto che ancora non è stata definita l’interruzione dell’altro periodo di cassa integrazione già autorizzato. In effetti il precedente ammortizzatore sarebbe stato valido fino a dicembre 2018 ma è stato interrotto perché Aferpi aveva esaurito il monte orario previsto. Occorre però che a definire l’interruzione della Cigs sia una commissione ministeriale ancora in fase di costituzione».

Questo tema secondo la segreteria provinciale e la rsu Aferpi dell’Uglm «è la prima emergenza da portare all’attenzione del Ministero nell’incontro del 19. Ma occorrerà anche capire quale visione e progetti l’attuale Governo abbia in serbo per il territorio di Piombino, e sarà doveroso entrare anche nel merito dell’ipotesi di una produzione di acciaio al piombo, lavorazione di non poca pericolosità dismessa proprio 30 anni fa. Se questo sembra essere nelle intenzioni della multinazionale – prosegue il sindacato – sarà bene capire quali altri lavorazioni potrebbero essere destinate a un territorio, Sito di interesse nazionale, dove si andrebbe ad accrescere solo un ulteriore potenziale rischio per la sicurezza e salute degli addetti ma non si andrebbe minimamente ad aumentare il numero delle unità».

Per l’Uglm al Mise «sarà opportuno un approfondimento anche sui 50 milioni previsti per la bonifica della falda, di cui da anni – è la conclusione della segreteria e della rsu – sentiamo parlare, che oggi sembra siano diventati 21 milioni». —



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