Il Tirreno

il caso porto cantieri 

Elbana Petroli va all’attacco: «La bonifica è stata ignorata»

Corrado La Rosa sostiene che Comune ed Esaom Cesa fin dal 2011 avevano a disposizione i dati per ottenere il Via che invece è stato archiviato

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portoferraio. «Per sapere la verità sulla vicenda Porto Cantieri basta semplicemente leggere gli atti». Lo dice Corrado La Rosa, amministratore unico di Elbana Petroli, per spegnere una volta per tutte il travisamento dei fatti e la falsa informazione. «Vale la pena ricordare – aggiunge - che il progetto in questione è stato, caso raro in Toscana, archiviato dai competenti uffici della Via (Valutazione impatto ambientale) regionale. E cita la conseguente delibera della giunta regionale. Nel punto specifico in cui si legge che non è stato ottemperato nel merito alla richiesta di integrazioni da parte del settore Via del 23 settembre 2014 con particolare riguardo agli impatti più critici del progetto quali la bonifica dei suoli e delle acque sotterranee, i sedimenti marini di terre e rocce da scavo, gli aspetti idraulici e gli aspetti paesaggistici, tutte motivazioni e considerazioni sviluppate sempre nell'ambito dell’atto deliberativo. Per questi motivi si procede conseguentemente a ulteriore corso della valutazione e l’istanza di avvio del procedimento depositata il 16 ottobre 2013 viene pertanto archiviata». Del resto – aggiunge nella nota sempre Corrado La Rosa - «in vari punti della delibera la Regione fornisce elementi chiari e inequivocabili sui veri motivi del fallimento di una procedura che somma responsabilità ambientali a incoerenze urbanistiche». E dove si dovrebbe allora guardare? Secondo l’amministratore unico di Elbana Petroli già a partire dagli anni 2011/2012 erano disponibili quantomeno per la Esaom Cesa e il Comune di Portoferraio dati analitici che dimostravano lo stato di contaminazione dei suoli e delle acque sotterranee di alcune aree facenti parte del perimetro del progetto in esame. «Pertanto – sottolinea il responsabile Elbana Petroli - è dal 2011 che sussistono le condizioni per avviare il procedimento di bonifica, secondo quanto previsto dalla legge. È indispensabile nell'ambito del procedimento di Via avere a disposizione dati analitici completi circa lo stato di contaminazione dei suoli e delle acque sotterranee delle aree interessate dal progetto. È altresì indispensabile avere a disposizione gli esiti di eventuali analisi di rischio e la presentazione di ipotesi degli interventi di bonifica e-o messa in sicurezza necessari al conseguimento delle destinazione d’uso previste dal progetto per le diverse aree che lo compongono». «È evidente pertanto come l’unica responsabilità dell’intera vicenda sia quella di chi non ha fornito elementi obbligatori per concludere correttamente il procedimento, ma si continua a chiamare in causa - conclude La Rosa - gli altri che da tempo invece hanno attivato iniziative a tutela dell’attività e nel rispetto dell’ambiente».

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