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Il Comitato sulla guerra legale «Rimateria svenduta ai privati»

Il Comitato sulla guerra legale «Rimateria svenduta ai privati»

Stasera Salute pubblica in assemblea: «Questo polo ora “fa gola” a tanti» Rifondazione accusa il Comune: «Tutta una manfrina, questo è il risultato»

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Piombino. La città è ormai terra di conquista secondo il Comitato salute pubblica di Piombino. «Dopo la proposta di variante urbanistica per permettere l’insediamento della Wecologistic, arriva la notizia del contenzioso tra Navarra e Unirecuperi. Evidentemente un Polo nazionale per il trattamento dei rifiuti (quale vogliono farci diventare) scatena molti, troppi appetiti». Il Movimento ribadisce che non è stata data la possibilità di andare al referendum «per bloccare la vendita del secondo gruppo di azioni di Rimateria, portando come motivazione il fatto che l’aggiudicazione provvisoria a Navarra era già avvenuta, e invece viene fuori che non hanno ancora stipulato il contratto di cessione a Navarra». Oltretutto Unirecuperi ha diffidato Asiu dal vendere a Navarra appellandosi al presunto diritto di prelazione stabilito dall’art. 9 dello statuto di Rimateria.

«Se Unirecuperi avesse effettivamente diritto di prelazione potrebbe aggiudicarsi il 60% delle azioni di Rimateria e verrebbero così vanificate tutte le assicurazioni date nelle più svariate sedi istituzionali circa le norme interne che fissavano al 30% il massimo di quota azionaria che ciascun privato poteva acquisire». Dunque, secondo il Comitato, sulla questione sono state raccontate altre bugie: «Un unico privato può possedere la maggioranza assoluta delle azioni di Rimateria senza controllo pubblico. L’Assemblea straordinaria dei Soci Asiu è convocata ma si sta profilando un contenzioso legale che conferma ciò che noi andiamo dicendo sin dall’inizio: Rimateria non ha niente a che vedere con le bonifiche. È semplicemente un’enorme discarica che Piombino ha svenduto a società private».

Quindi - dice il Comitato - non è vero che Rimateria servirà alle bonifiche. «Non è vero che il suo ampliamento è necessario per la costruzione dei forni elettrici. I nostri amministratori del Partito democratico hanno avuto un solo obiettivo, quello di nascondere e ripianare l’enorme debito accumulato da Asiu: 20,8 milioni di debiti, il mancato accantonamento di circa 11 milioni di euro per la chiusura della discarica, il disastro impiantistico per cui sono necessarie altre decine di milioni per mettere a norma o in funzione gli impianti. Per questo hanno svenduto ai privati a cui hanno promesso l’ampliamento con una nuova discarica».

Il Comitato non ci sta. «Non ci lasceremo strattonare come fanno loro, non lasceremo che i privati si contendano e gestiscano le risorse del nostro territorio». Il Comitato invita a partecipare all’assemblea pubblica di questa sera alle ore 21 al Centro Giovani. «Saranno presentate le iniziative che intende portare avanti: continuo confronto con le istituzioni a tutti i livelli, iniziative politiche come con la manifestazione del 23 Febbraio in piazza Cappelletti alle ore 10,30, promozione della diversificazione produttiva (industria moderna ed ecocompatibile, commercio, turismo, agricoltura) basata sulle ricchezze del nostro territorio, no alla trasformazione di Piombino in Polo Nazionale di trattamento dei rifiuti».

Sull’argomento interviene anche Rifondazione comunista che parla di «manfrina» da parte dell’amministrazione comunale che si sta concludendo con il diritto di prelazione di Unirecuperi. «Tutta la guerra che abbiamo fatto contro la cessione del secondo 30% delle quote perché la maggioranza rimanesse pubblica, la richiesta del referendum negata perché tanto il sindaco di Piombino non ha i 2/3 delle quote necessari per opporsi (sempre che avesse voluto votare contro). Tutta la manfrina, perché questo sembra essere alla fine, fatta dall’amministrazione approvando in consiglio lo spostamento della data della cessione per attendere l’esito del ricorso; poi lo scandalo della lettera del legale dove si dice, ma che volete voi la cessione è già da ottobre che è stata fatta. Ora arriva Unirecuperi a voler esercitare il diritto di prelazione sul 30% di Navarra, Navarra che accusa Asiu di aver traccheggiato fino ad ora per consentire ad Unirecuperi di esercitare il diritto di cui sopra e accusa Unirecuperi di buttare immondizia anche nel suo pezzo e di voler denunciare tutti amministratori e soci vecchi e nuovi (magari, almeno capace verrebbe fuori anche il perché dei milioni di buco...). Poi - prosegue Prc -. Rimateria che quando ha propagandato la vendita ha precisato e sottolineato che i due 30% dovevano essere assegnati a due privati che non dovevano avere alcun rapporto tra di loro neanche alla lontana, forse per garantire che non facessero cartello tra sé o che non fossero scatole cinesi. Ma come è stata gestita questa vendita? Ed in che mani, comunque vada a finire , rimarremo? Che dice il sindaco? Questo è il privato, bellezza. E ci stiamo cadendo come pere su tutto, siderurgia, rifiuti. Ci vuole una gestione pubblica dei grandi settori industriali». —

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