Il Tirreno

Bozano, un giorno da “semilibero”: «Voglio che questa storia finisca»

Luca Centini
Lorenzo Bozano a Portoferraio
◗
Lorenzo Bozano a Portoferraio

L’ex Biondino della spider rossa, condannato per l'omicidio di Milena Sutter, è al lavoro a Portoferraio. La sua nuova vita riparte con l’associazione Dialogo

3 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. «Voglio solo che questa storia finisca». Lorenzo Bozano si lascia scappare la frase tra un sorriso di cortesia e un «no comment», mentre sta per inserire le chiavi nel portoncino verde nella piccola sede dell’associazione "Dialogo", nel centro storico di Portoferraio. Risponde a una domanda secca: «Cosa si aspetta ora dalla vita?». Secca, sì. Ma al tempo stesso estremamente complessa. Settantaquattro anni. Fai fatica a riconoscere in lui il 25enne che, nel 1971, finì su tutte le prime pagine dei giornali, accusato (e poi condannato) dell’omicidio di Milena Sutter. Ha appena parcheggiato la Panda (altro che spider) nella discesa di via Stanislao Bechi, a pochi metri dal municipio di Portoferraio. Venti minuti prima varcava il cancello del carcere di Porto Azzurro dove, a partire da oggi, avrà soltanto l’obbligo di pernottare.

L’ex “Biondino della spider rossa” sale blandamente la scalinata della città medicea ed entra nella sede di Dialogo, dove presta servizio come segretario. La sua nuova vita. Dopo quarant’anni di carcere, dopo quarantott’anni dall’omicidio a Genova della tredicenne Milena Sutter, uno dei fatti di sangue che più sono rimasti impressi nella memoria collettiva italiana. Un omicidio efferato che, nonostante la condanna all’ergastolo in Cassazione, Bozano ha sempre negato di aver commesso. «Non parlo, niente dichiarazioni, né foto – dichiara cortesemente il 74enne – mi hanno consigliato di tenere un profilo basso. È quello che farò».

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.17758399:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17758399:1652453703/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Non è sorpreso di trovare alcuni giornalisti ad aspettarlo davanti alla sede. Se lo aspettava, dopo la sentenza del tribunale di sorveglianza di Firenze che, mercoledì, gli ha restituito la semilibertà. Non cede alla tentazione di rispondere, vuole tenersi dentro le emozioni. Pensa solo a lasciarsi rapidamente il portone dietro le spalle. Del resto l’associazione Dialogo di Portoferraio è la sua nuova casa. In realtà lo è già da un pezzo, visto che Bozano è dal giugno del 2017 che esce ogni giorno dal carcere per fare da segretario alla onlus che si occupa dei diritti e del reinserimento dei detenuti del carcere di Porto Azzurro, fruendo regolarmente dei benefici dell’articolo 21, relativo ai lavori dei detenuti fuori dalle mura del carcere.

Anche per questo Licia Baldi, presidentessa dell’associazione elbana, è sorpresa dall’attenzione mediatica legata alla concessione della semilibertà al detenuto illustre del carcere di Porto Azzurro. «Se siamo soddisfatti? Lo siamo sempre quando viene concessa la semilibertà a un detenuto, perché vuol dire che il percorso riabilitativo ha funzionato e c’è la possibilità di recuperare, anche se tardi, una vita», racconta la responsabile della onlus impegnata nel carcere elbano. Bozano si occupa, ormai da mesi, delle attività di segreteria dell’associazione e cura i due piccoli appartamenti a disposizione dei familiari dei detenuti che arrivano all’Elba o dei carcerati in permesso premio.

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.17758400:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17758400:1652453703/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«Conosco Lorenzo da trent’anni – racconta Baldi – con noi ha ottenuto il diploma di maturità ed è stato redattore per anni del giornale La Grande Promessa. Si è sempre comportato con serietà, mostrando disponibilità». Baldi, ovviamente, non entra nel merito di quanto accaduto 48 anni fa. «Ogni volta che ricorda Milena Sutter lo fa con rispetto – spiega Baldi – non so cosa accadde. Dico solo che Lorenzo è un detenuto atipico, ho sempre avuto la sensazione di avere a che fare con una persona libera, nonostante la sua condizione».

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.17758402:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17758402:1652453703/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web