Sicurezza
Punti blu, il Comune vuole ribaltare la sentenza
Ricorso al Consiglio di Stato contro il giudizio del Tar della Toscana per non aver rispettato i criteri di concorrenzialità
Braccio di ferro. L’amministrazione comunale di Piombino è decisa a difendere il proprio operato contro l’annullamento dell’avviso pubblico con cui sono stati assegnati i Punti blu sulle spiagge piombinesi, disposto dalla sentenza numero 215 dell’11 febbraio del Tribunale amministrativo regionale della Toscana.
Il Comune impugnerà la sentenza al Consiglio di Stato per chiedere di ribaltare il giudizio di primo grado. «Tenuto conto anche che una sentenza del 2017 di quest’ultimo organo, contrariamente all’orientamento del Tar, ha ritenuto conforme ai principi europei l’applicazione dell’articolo 37 del Codice della navigazione», afferma il dirigente del Comune di Piombino, responsabile del Demanio, Maurizio Poli.
Il Tar della Toscana ha accolto il ricorso di Marco Zucconi contro l’assegnazione delle due concessioni previste a Baratti. Si parte dal golfo, ma il tenore del pronunciamento travolge l’intera operazione. Il giudice amministrativo non ha dubbi: il Comune non ha rispettato i principi della concorrenzialità e nel dispositivo fa riferimento alla giurisprudenza consolidata, citando due sentenze del Consiglio di Stato del 2018. «Lo sforzo che stiamo facendo è quello di capire se è possibile, alla luce della sentenza e nelle more del ricorso al Consiglio di Stato, consentire l’avvio degli altri Punti blu, per i quali molti giovani hanno manifestato interesse e riposto attese di lavoro – sostiene il dirigente Poli –. Un fatto, questo, che per effetto del ricorso non è possibile stabilire al momento».
Del resto, a dilatare i tempi, più che la legittima richiesta di un cittadino di rivolgersi al giudice amministrativo ritenendo violati i suoi diritti, c’ha pensato il Comune. È del 29 gennaio dello scorso anno l’avviso pubblico per assegnare 5 Punti blu. Il 30 giugno 2018 dalle stanze del Palazzo comunale si annunciava che a breve si sarebbe conclusa l’assegnazione delle aree sulla Costa Est. Lo si faceva con una nota ufficiale, in occasione dell’assegnazione delle concessioni sulla spiaggia di Baratti. Come spiegare che ad oggi per quelle previste sulla Costa est non sia ancora stata resa pubblica la graduatoria?
«A conferma della complessità del quadro normativo, la stessa sentenza del Tar ha compensato le spese legali proprio “in ragione della scarsa chiarezza del quadro normativo in materia”», sottolinea Poli. E aggiunge: «La sentenza del Tar sostiene che l’articolo 37 del Codice della navigazione possa essere applicato con correttivi che rimandano sostanzialmente al Codice degli appalti. Così facendo, però, sarebbe lesa la filosofia del Codice di navigazione che mira ad affidare il bene a chi presenta progetti di maggiore valorizzazione turistico-economica del bene, dando minore peso al valore del canone demaniale che normalmente non viene utilizzato come criterio di aggiudicazione. Diversamente, nelle procedure a istanza di parte come queste, applicando i correttivi di segretezza richiesti, il canone potrebbe diventare l’elemento fondamentale nell’aggiudicazione». —
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