Sicurezza
«Il sindaco imponga azioni sui rischi segnalati da Arpat»
Legambiente e associazione “Ruggero Toffolutti” chiedono approfondimenti a partire dalla presenza di amianto e dalla stabilità degli impianti dismessi
PIOMBINO. «La relazione Arpat del luglio scorso paventa gravi rischi per la salute. Aferpi sia obbligata ad intervenire». La richiesta è di Legambiente - che tempo addietro aveva reso noti passaggi significativi della stessa relazione - e dell’”Associazione Ruggero Toffolutti per la sicurezza dei luoghi di lavoro”.
In una lettera indirizzata al sindaco Massimo Giuliani, in quanto massima autorità sanitaria della città, chiedono ordinanze specifiche che impongano all’azienda di assicurare i tempi delle demolizioni, l’esecuzione di monitoraggi sulle emissioni, incluse quelle di amianto, perizie sulla stabilità degli impianti e la loro messa in sicurezza in tempi certi.
Insomma, l’emanazione di linee guida da parte di Aferpi non viene giudicata sufficiente «mentre le possibili implicazioni su ambiente e salute, rivestono evidente interesse pubblico».
Da qui la richiesta di aggiornamenti e azioni decise anche perchè alcuni problemi evidenziati dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale riguardano il Tmp, un impianto operativo «dove peraltro - ricordano le due associazioni - ci si accinge ad affrontare lavorazioni particolarmente delicate come quella degli acciai automatici al piombo».
Relazione alla mano sottolineano che nel capannone del Tmp sono stati rilevati campioni di aria positivi alla presenza di fibre, concentrati in prossimità dei pulpiti coibentati con materiale contenente amianto. «Arpat - prosegue la nota congiunta - invitava a tener presente che la tecnica utilizzata per le misure, qua e in altre parti dello stabilimento, è la Mocf la quale non consente l’identificazione certa della natura delle fibre. Per sgombrare il campo dai dubbi l’Agenzia suggeriva l’adozione della tecnica Sem (microscopia elettronica), individuando i passaggi necessari lì e in altre zone. Sono stati fatti questi approfondimenti? Se sì, con quale esito? Nel caso in cui al Tmp sia stata accertata presenza di amianto, sono state eseguite le bonifiche»? Sono alcune domande rivolte a Giuliani e all’ufficio Ambiente.
Nel testo si ricorda anche che dopo 120 giorni dalla firma dell’accordo di luglio , Aferpi avrebbe dovuto presentare il piano delle demolizioni degli impianti dismessi. Piano, al momento, limitato all’emanazione di linee guida «che non sono un piano, - si legge - è necessario conoscere i tempi».
Altri passaggi riguardano acciaieria e cokeria dove si reputano necessari approfondimenti sul grado di rischio amianto. Le associazioni sollecitano un monitoraggio degli impianti dismessi mentre, rispetto al degrado strutturale e progressivo della cokeria, come di altri impianti, domandano se sia stata valutata la ricaduta del medesimo rischio e provveduto a urgenti opere di messa in sicurezza richieste dalla stessa Arpat.
«Sempre nell’interesse collettivo, - chiudono - ci preme sapere se l’Asl ha fatto valutazioni conseguenti al quadro delineato da Arpat e se ha espresso pareri». —
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