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Pim, ora è più vicina l’apertura del cantiere delle demolizioni

Cristiano Lozito
Pim, ora è più vicina l’apertura del cantiere delle demolizioni

La società, che conta di occupare subito 80-100 dipendenti, si dedicherà anche alle costruzioni navali in tandem con Genova

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Ci sono voluti due anni e mezzo e qualche correzione in corsa dal punto di vista degli obiettivi finali, ma nel mese di aprile il cantiere di Pim (Piombino industrie marittime) aprirà i battenti per impiegare tra 80-100 dipendenti, oltre l’indotto, con punte fino a 200 nei momenti di picco.

La conferma sui tempi arriva da Valerio Mulas, il capo del progetto Piombino di Pim, che spiega anche come siano stati rimossi gli ultimi ostacoli, in particolare quelli sugli allacci delle utilities: «Non si poteva più aspettare, i soci hanno deciso di accelerare – sostiene Mulas – e così abbiamo fatto deciso di fare noi la richiesta per gli allacci dell’acqua e per l’energia. Per il resto l’Autorità portuale si sta occupando di completare gli interventi sulle banchine. Le aree dovrebbero essere disponibili entro la fine di questo mese, poi a marzo trasporteremo il materiale, e appunto in aprile dovremmo poter aprire il cantiere. Intanto stiamo trattando con Aferpi una convenzione per accedere alle nostre aree attraverso la sua viabilità interna».

Nei mesi scorsi l’azienda (che ha per soci la genovese San Giorgio del porto e la Fratelli Neri di Livorno) ha aggiornato il proprio piano industriale, ora finalizzato alla realizzazione di una piattaforma polifunzionale di demolizione, costruzione e logistica, che prevede investimenti a carico di Pim per circa 14 milioni entro il 2022.

Le demolizioni delle 38 navi militari, formalmente promesse dal precedente ministro della Difesa, Roberta Pinotti, dopo alcune valutazioni sul campo sono state giudicate antieconomiche, così appunto da inserire nel piano industriale anche le costruzioni navali.

Ma le demolizioni restano ovviamente un obiettivo: «È un mercato difficile – spiega Mulas – in crescita ma anche segnato da alti e bassi e da affiancare alla cantieristica, di cui fin qui si occupa la sede genovese. Il cantiere della San Giorgio è già nell’albo europeo dei demolitori, presto partirà l’iter per Pim, comunque il cuore delle operazioni sarà a Piombino». Rispetto alla cantieristica San Giorgio ha ottenuto di recente importanti commesse, per due navi di lusso e per un traghetto che potrebbe essere realizzato a Piombino.

«I soci credono molto in questo progetto – conclude Mulas – perché a Piombino ci sono grandi spazi sul porto, al contrario di Genova, ma anche perché qui ci sono importanti competenze professionali. Andiamo avanti passo dopo passo, con fiducia». —




 

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